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puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

By John Lennon. Art by Pablo Stanley
Siamo tutti esseri umani e, da questo punto di vista, siamo uguali. Noi tutti vogliamo la felicità e non vogliamo soffrire. Se consideriamo questo fatto, troveremo che non ci sono differenze tra persone di diversa fede, razza, colore, cultura. Tutti noi abbiamo questo comune senso di felicità.
Dalai Lama Tenzin Gyatso
fonte:http://www.stanleycolors.com/2013/09/imagine-john-lennon/
Fin dal medioevo alla festa di Halloween è associata la figura della strega.
Witch in inglese, wicca dal sassone, cioè saggia/saggio o sapiente corrispondente al latino saga, spesso rappresentata come una donna vecchia, brutta e quindi cattiva.
Ma nella mitologia celtica pre-cristiana non esistevano divinità completamente malevoli, così come non esisteva il concetto di Inferno.
Dei e Dee rappresentavano entrambi gli aspetti creativo e distruttivo dell’energia all’opera.
Le dee in particolare incorporavano le forze della Terra Sacra in quanto i Celti assorbirono il concetto di una potente Dea Madre o Dea della Terra dalle popolazioni indigene di cultura matriarcale abitanti le terre in cui emigrarono o dove fiorì la loro civiltà.
La Grande Dea poteva apparire e venire rappresentata in miti e leggende in tre forme principali: la Madre Oscura, la Sorella/Vergine e la Dea Natura/Amante. (Stewart, R.J. Celtic Gods, Celtic Goddesses, Blanford 1990)
Quindi la Grande Dea celtica nelle sembianze della Vecchia simbolizzava l’inverno celtico da Samhain a Oimelc o Imbolc (31 Gennaio/1 Febbraio, l’inizio della Primavera celtica).
A Imbolc ogni anno la Grande Vecchia si recava all’Isola della Giovinezza per bere alla sua fonte e trasformarsi nella Dea della Primavera, il cui tocco rendeva l’erba nuovamente verde e faceva sbocciare i fiori.
Tra i Celti l’elite intellettuale religiosa era composta sia da druidi quanto da druidesse dalle molteplici conoscenze; il dono della profezia era poi specificatamente femminile.
Si può quindi affermare che nelle comunità italiche dell’VIII secolo a.C. esistessero donne il cui prestigio non derivava solo dai legami con importanti membri maschili delle varie comunità, ma anche dallo svolgere ruoli rilevanti, alcuni dei quali legati alla sfera del sacro.
Il rango da sacerdotesse a quello di streghe sopravvenne con il passaggio alla religione cristiana.
Le sacerdotesse furono ridotte, nelle storie antiche, alla condizione di figure demoniache simile alle streghe, degradando la loro mitica bellezza, il loro ruolo sociale e religioso, le loro grandi virtù e poteri, svilendo i numerosi esempi di coraggio e nobiltà all’interno della società celtica.
Riporta l’Encyclopaedia Britannica che “ in Europa i poteri magici erano quasi esclusivamente nelle mani delle donne…” alle quali “…il popolo attribuiva una saggezza superiore…” e che furono proprio le donne, eredi della saggezza e del potere della Grande Dea, ad attirare l’odio della Chiesa, ad essere accusate di pratiche malefiche e a venire perseguitate come ‘streghe’.
La chiesa trasformò le divinità celtiche in santi e i vari aspetti della Grande Dea in diverse rappresentazioni della Madonna.
Una delle accuse più tipiche era quella di praticare rituali in onore di un dio con le corna, Cernunnos, il dio cornuto, signore degli animali, dio della Grande Caccia, colui che gestisce le forze attive della vita e della morte, della rigenerazione e della fertilità. La Chiesa lo condannò come ‘incarnazione del Diavolo’.
Secondo Geoff Doel: “Le streghe furono un’invenzione per tenere lontana la gente dagli dei celtici. Per i Celti c’era la magia, il magico piuttosto che il sinistro”.
Le donne accusate di stregoneria venivano bruciate, impiccate o annegate ad Halloween,proprio a sottolineare il messaggio diabolico delle feste pagane.
Nella cultura celtica, come in quella gaelica, la donna è stata sempre considerata figura importante e determinante nel sostegno e nella conduzione del clan e della comunità. A volte alla pari dell’uomo.
Le donne celte e le gaeliche erano addette alla cura dei malati, avevano conoscenze di medicina erboristica ed avevano perfino il potere della chirurgia.
In alcune culture nordiche la medicina era addirittura competenza esclusiva delle femmine del clan.
Colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi vitali dalle erbe era considerata creatura soprannaturale e degna del rispetto e spesso della venerazione del gruppo.
Il ruolo della wicca era quello di curare e guarire, e questo era considerato una facoltà divina.
Eventi divini venivano considerati anche i cicli della natura ed in una società ancora rurale era di vitale importanza prevederli e celebrarli con rituali propiziatori.
La donna sacra, la wicca diviene artefice di sopravvivenza per il gruppo.
Ella cura la preparazione dei riti propiziatori per avere la benevolenza della Dea Madre.
Ella ha la facoltà di interpretarne i segni per la divinazione.
Ella è una guida spirituale, la sua magia è indirizzare le vite degli altri.
La wicca non è, come la strix latina, a contatto con i demoni, ma è la figlia eletta della Dea.
Tutti questi riti pagani, passati nella cultura mediterranea dominata dalle fedi monoteiste, sono stati in seguito interpretati come eventi di stregoneria malefica e, ritenuti manifestazioni del “ diavolo”, condannati all’estinzione attraverso la purificazione con il Fuoco.
Molti dei riti celtici legati alla wicca sono arrivati fino a noi attraverso i secoli ed oggi la religione wicca si sta diffondendo tra le donne, soprattutto nei paesi di lingua inglese.
La donna celtica cammina in pace,
ma porta con sé, inosservate, le sue armi.
Si considera come una parte della ragnatela del creato
Ma anche una persona unica e degna di grande valore.
Ama e rispetta la famiglia, gli amici, la comunità
Ma trova ispirazione nella solitudine.
Sa comandare, ma sa anche quando lasciarlo fare agli altri.
Lavora per imparare, per insegnare, per condividere
e mantenere i segreti, per cambiare restando uguale a se stessa,
per essere umana e divina.
Il pianeta ha bisogno di donne celtiche, che portino dentro di sé
un inesauribile calderone pieno di forza interiore
un utero da cui possa nascere un mondo nuovo e migliore.
(Edain McCoy, Celtic Women Sprirituality)
No Time No Space
Parlami del’ esistenza di mondi lontanissimi
Di civiltà sepolte di continenti alla deriva
Parlami dell’amore che si fa in mezzo agli uomini
Di viaggiatori anomali in territori mistici di più
Seguimmo per istinto le scie delle Comete
Come Avanguardie di un altro sistema solare
No time, no space
Another race of vibrations
Te sea of the simulation
Keep your feelings in memories
I love you especially tonight
Controllori di volo pronti per il decollo
Telescopi giganti per seguire le stelle
Navigare navigare nello spazio nello spazio, di più
No time, no space
Another race of vibrations
Te sea of the simulation
Keep your feelings in memories
I love you especially tonight
Compositori: Franco Battiato / Giusto Pio / Saro Cosentino
La città di Roma è tutto tranne che estranea all’idea di patria dei gatti.
Sede di colonie antichissime, come quella di Torre Argentina, è anche la metropoli in cui Anna Magnani, gattara nel cuore, ha sfamato i felini che contavano su di lei per la loro sopravvivenza. Proprio di recente, all’attrice romana è stata dedicata un’opera di arte visiva, dipinta sulle scale del Mercato Trionfale.
La nostra capitale non cessa, ancora oggi, di omaggiare i gatti.
E ci regala i murales luminosi felini di Roma.
Questa installazione, si chiama così in gergo dello spettacolo un’opera similare, nasce dal genio di David Harper, artista inglese.
David Harper è parte del team di artisti noto come Luxmuralis – The Projection Art Gallery. La loro specialità è appunto la proiezione di immagini su supporti; oltre agli edifici di Roma, hanno illuminato anche palazzi, musei e persino cattedrali.
I murales luminosi felini di Roma sono un mix di immagini e suono, accompagnati a musica composta da David Harper stesso.
In alcuni casi, persino, i soggetti proiettati si muovono a tempo… inseguendo un’attraente preda volante!
I murales luminosi felini di Roma sono un mix di immagini e suono, accompagnati a musica composta da David Harper stesso.
In alcuni casi, persino, i soggetti proiettati si muovono a tempo… inseguendo un’attraente preda volante!
Non si sa, purtroppo, molto di più su questa installazione.
Quello che è certo è che la città di Roma dovrebbe essere onorata di essere stata palcoscenico per i Luxmuralis, perché questi artisti hanno davvero portato i loro capolavori in tutto il mondo.
E ora, non resta davvero che godersi lo spettacolo… per chi non lo avesse già fatto.
Fonte: G.comegatto.it
https://lauracarpi.wordpress.com/2017/10/18/il-paese-dei-gatti-di-pietra/






Bokbåten, la nave biblioteca è un’istituzione in Svezia, dal 1953 gira le isole dell’arcipelago di Stoccolma consegnando libri agli isolani
Si chama Bokbåten in svedese, ed è una vera e propria nave biblioteca che dal 1953 porta più di 3.000 volumi agli abitanti dello sterminato arcipelago che circonda la capitale.
Un’istituzione storica e amatissima dagli isolani, che amano non essere costretti a recarsi sulla terraferma per prendere in prestito i libri.

Al largo di Stoccolma, in Svezia, si estende un infinito arcipelago di isole di tutte le dimensioni, più di 24.000 in totale.
Molte di queste isole sono poco più che scogli, altre sono abitate per lo più da villeggianti estivi. Per tanti abitanti è necessario andare fino alla terraferma per svolgere commissioni quotidiane, perché non tutte le isole dispongono dei servizi necessari. Molti ragazzi vi frequentano solo le scuole dell’obbligo, per poi andare sulla terraferma per l’istruzione superiore o il lavoro.
Per questo, avere una biblioteca galleggiante su cui prendere in prestito i libri è una vera manna dal cielo, per grandi e piccini.
La prima bokbåten è salpata dal porto di Stoccolma nel 1953, ed è diventata per la maggior parte degli isolani l’unica via di accesso ai libri in tutta comodità. A bordo ospita più di 3000 volumi, con un catalogo in costante aggiornamento per poter offrire ai cittadini i titoli più rilevanti a livello nazionale e internazionale. Non appena la nave biblioteca attracca nel porto di un’isola, gli abitanti hanno circa un’ora e mezza per salire a bordo e prendere in prestito i titoli di loro interesse, con l’aiuto di un piccolo staff di bibliotecari volontari.
Ogni isola ha la sua tessera bibliotecaria apposita, e – per la gioia di tutti – non ci sono multe per chi restituisce i libri in ritardo.
Visti i climi rigidi della Scandinavia, la bokbåten non può circolare 365 giorni l’anno, e si ferma durante i mesi invernali durante i quali la superficie del mare è troppo ghiacciata per poter navigare. I libri vengono dunque scaricati e immagazzinati nella biblioteca comunale di Norrtälje, in attesa di riprendere il mare nella primavera successiva.
FILASTROCCA DEI FIGLI DEL MONDO
—- Bruno Tognolini —-
Tu figlio di chi sei? Son figlio di due stelle
Nel cielo ce n’è tante ma le mie son le più belle
Tu figlio di chi sei? Del sole e della luna
Non splendono mai insieme: cala l’altro e sorge una
Tu figlio di chi sei? Son figlio del villaggio
Dieci madri, venti padri, cento cuori di coraggio
Tu figlio di chi sei? Di un grande albero solo
Ma così alto e forte che da lui io spicco il volo
Tu figlio di chi sei? Di un amore, di un viale
Di un bue e di un asinello, di un dio, di un ospedale
Il nostro nome è uomini, siamo figli e figliastri
Di altri figli degli uomini, della terra e degli astri
da RIME RAMINGHE, Salani 2013
illustrazione Céline Veilhan
I benefici di leggere un libro
“ un libro è come un giardino che si porta in tasca” ( Proverbio cinese)
tiene in esercizio il cervello
fornisce conoscenza e e informazione
aumenta la capacità di scrivere
riduce lo stress e ti mette in uno stato positivo
è un buon motivo di conversazione
arricchisce la concentrazione e l’attenzione
è un modo di passare il tempo liberamente
sviluppa la creatività
arricchisce il lessico ed il vocabolario personale
propone problemi e stimola la miglior risoluzione più veloce
aumenta la capacità di empatia con gli altri
introduce nel mondo sconosciuto della fantasia
i libri sono una finestra sul mondo
Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria.
Chi legge avrà vissuto 5000 anni:
c’era quandoCaino uccise Abele,
quando Renzo sposò Lucia,
quando Leopardi ammirava l’infinito…
perché la lettura è un’immortalità all’indietro.
Umberto Eco
fonte: Dal Web
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Ricerca e filosofia energetica
Se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie.
Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere
cronache dal mondo di un Mulino della Liguria di Ponente
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...prima vivo poi faccio tutto il resto (Meg)
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