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* La buona notizia del venerdì: Il sindaco di Londra è pachistano

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Poco dopo la mezzanotte di ieri, il quarantacinquenne Sadiq Khan, immigrato pachistano di seconda generazione e candidato del partito Laburista a ‘primo cittadino’ di Londra è divenuto il primo sindaco mussulmano della capitale britannica, ponendo così fine agli otto anni di amministrazione del partito Conservatore.

In una City Hall (sede del municipio di Londra e della London Assembley) gremita di supporter Khan è intervenuto visibilmente emozionato, ricordando le sue umili origini e dichiarando “Sono così orgoglioso che Londra abbia scelto la speranza e non la paura, l’unità piuttosto che la divisione, sarò il sindaco di tutti i Londinesi.”

Sadiq Khan, già parlamentare e ministro dei trasporti del partito Laburista, ha battuto il suo oppositore Conservatore Zac Goldsmith di oltre 300.000 voti, ottenendo più di un milione e trecentomila preferenze, più di qualsiasi altro sindaco nella storia della capitale da quando il ruolo di sindaco di Londra è stato creato nel 2000.

Quinto di otto figli, Sadiq Khan è nato in una famiglia di umili origini, i genitori, emigrati dal Pakistan si insediano a Londra alla fine degli anni sessanta dove il padre trova lavoro come autista d’autobus e la madre come sarta.  Cresciuto in una casa popolare nei sobborghi di Londra riesce ad iscriversi all’University of North London dove studia legge, diventando poi avvocato

impegnato nella difesa dei diritti civili e delle cause dei più deboli. Nel 2005 diviene parlamentare per la circoscrizione di Tooting, venendo nominato ministro dei trasporti nel 2009, divenendo così il primo mussulmano a partecipare ad una riunione di gabinetto.

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Complici l’avvicinarsi del referendum sull’uscita del Regno Unito dall’unione Europea ed il fatto che le elezioni del 5 maggio fossero il primo banco di prova per il nuovo leader Laburista Jeremy Corbyn, la campagna elettorale per divenire sindaco di Londra è stata caratterizzata da termini e scontri particolarmente accesi per gli standard inglesi. La contrapposizione tra i due candidati è stata piena di suggestioni per il paese per una serie di motivi. In primis perché contrapponeva un europeista convinto (Khan) ad un sostenitore della Brexit (Goldsmith), un ex immigrato povero ad un miliardario figlio di una delle famiglie più potenti della Gran Bretagna, istruito nelle istituzioni più prestigiose del regno di sua maestà. Inoltre perché entrambi i candidati erano e continuano ad essere apertamente in rotta con i rispettivi capi di partito, con Sadiq Khan che critica Corbyn in quanto troppo estremista e Zac Goldsmith che si oppone a Cameron in quanto troppo assoggettato all’Europa.  Infine perché lo scontro tra i due candidati ha spesso assunto toni estremamente duri data le differenti religioni dei due candidati, mussulmano Khan, ebreo Goldsmith.

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Fattore determinante nella vittoria di Sadiq Khan è stata la capacità di portare avanti una campagna volta all’unione e all’inclusione, potendo così contare sull’appoggio trasversale delle minoranze che a Londra parlano più di 300 dialetti linguistici diversi, specialmente nelle periferie.  Lo stesso non si può dire per la strategia politica di Goldsmith che ha sì riscosso successo tra i Britannici doc e la comunità ebraica ma che non è stata capace di unire, scegliendo di perseguire una campagna elettorale eccessivamente razziale, accusando Khan di avere legami con l’estremismo islamico e cercando di fare leva sul risentimento anti-islamico delle comunità Sikh e Hindu, scelta che come testimoniano i dati di ieri non ha pagato.

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Proprio in quest’ottica le prime parole pronunciate da Khan ieri ottengono un valore ancora più significativo: “Sono, un europeo, un britannico e un inglese. Sono di religione Islamica, di origini asiatiche e di cultura Pachistana, sono un padre e un marito. Io sono un Londinese”.

Siamo tutti esseri umani e, da questo punto di vista, siamo uguali.

Noi tutti vogliamo la felicità e non vogliamo soffrire.

Se consideriamo questo fatto, troveremo che non ci sono differenze tra persone di diversa fede, razza, colore, cultura.

Tutti noi abbiamo questo comune senso di felicità.
Dalai Lama Tenzin Gyatso


Chi vede tutti gli esseri nel suo stesso Sé, ed il suo Sé in tutti gli esseri, perde ogni paura.
(Isa Upanishad)

http://www.2duerighe.com/esteri/72687-sadiq-khan-un-mussulmano-city-hall.html

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* Quando sarò vecchia…


11693803_977570422287172_4214243004104480377_nQuando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
E in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
E arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli
Farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
E mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
E raccoglierò fiori nei giardini degli altri
E imparerò a sputare.

Quando sei vecchia puoi indossare assurde camicie e ingrassare
E mangiare tre libbre di salsicce in un colpo solo
O solo pane e sottaceti per una settimana,
E accumulare penne e matite e tappi di bottiglia e cianfrusaglie nelle scatole.

Ma ora dobbiamo indossare vestiti che ci tengano asciutti,
E pagare l’affitto e non dire parolacce per strada
E dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e leggere il giornale.

Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
Quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola”.
~ Jenny Joseph ~

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Jenny Joseph è una poetessa inglese nata nel 1932.

Questa poesia, il cui titolo originale è WARNING è tratta dalla sua raccolta “Rose In The Afternoon” e secondo un sondaggio indetto dalla BBC è stata votata come la più popolare del dopoguerra.

Dai noi è poco conosciuta, ma all’estero i suoi versi, hanno creato dei veri e propri club, in cui si ritrovano queste signore non più giovani ma briose, che vestono di viola indossando un cappello rosso.

 

Leggi anche : “Non ho l’età”

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* La buona notizia del venerdì: 3 settimane in ufficio e una ovunque nel mondo

3 settimane in ufficio e una ovunque nel mondo.

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Come la vedete se una settimana al mese potete lavorare in qualunque luogo del mondo?

Questa è la filosofia della vita in ufficio di Mike Del Ponte, fondatore dell’azienda americana di filtri per l’acqua Soma.

L’illuminazione per stimolare il lavoro felice gli è venuta durante un suo viaggio a Tokyo. E’ stato in quella occasione che Del Ponte si è reso conto di come una settimana di lavoro fuori ufficio possa dare una notevole spinta all’ispirazione e alla produttività.
“Work from Anywhere Week” è il nome di questa settimana in cui si lavora in ogni luogo del mondo. Mike Del Ponte ha deciso di adottare questo metodo per dare un po’ di respiro ai propri dipendenti e consentire loro di attingere alla propria creatività.

Mentre si trovata a Tokyo, Del Ponte ha avuto la necessità di lavorare e per questo si è rifugiato in un caffè dopo l’altro per mandare qualche mail e fare qualche telefonata. Del resto, pensateci, ci basta una connessione wi-fi e un device.

In quella settimana il manager ha realizzato di aver lavorato con un’alta concentrazione e di aver portato a termine i suoi impegni pur godendosi il tempo libero esplorando Tokyo.
Una volta rientrato negli Stati Uniti, Del Ponte ha proposto la settimana di lavoro ovunque a tutti i suoi dipendenti per tre mesi.

Niente ufficio ma anche niente incontri o riunioni se non fondamentali e irrinunciabili. L’esito è stato sorprendente sotto tutti i punti di vista: le persone si sono organizzati le giornate come volevano senza penalizzare in alcun modo la propria produttività.

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Lo stesso Del Ponte ha partecipato all’esperimento trascorrendo la sua settimana a Melbourne e lavorando al mattino in un caffè e dal pranzo alle 15 in un altro caffè. A quel punto chiudeva tutto e si godeva la città in bici o a piedi.

I tre mesi sono stati una vera scoperta per tutti: più ispirazioni per i dipendenti, più produttività e più entusiasmo. 

L’effetto è stato certamente positivo e ha spinto le persone a gestire meglio il proprio tempo. Oltretutto è un ottimo metodo per non lavorare con il pilota automatico come spesso avviene in azienda.Tutto fa pensare ad un approccio più human al lavoro.

Ecco in breve i benefici della settimana di lavoro ovunque evidenziati da Del Ponte dopo l’esperimento:

  • Flessibilità– Potersi organizzare e gestire il tempo come meglio si crede cambia totalmente la predisposizione al lavoro.
  • Ispirazione – Nuovi posti e nuove atmosfere. Spostarsi consente di trovare il modo di ispirarsi dove si sta meglio.
  • Produttività – Poter scegliere luogo e orari ha determinato un incremento della concretezza.
  • Pianificazione riunioni – Questo esperimento ha dato alle persone la consapevolezza che non tutti i meeting sono necessari al 100%

Che ne pensate di questa settimana di lavoro ovunque?
La introdurreste nella vostra azienda?

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http://uk.businessinsider.com/soma-employees-meditate-together-2015-2?r=US&IR=T

http://thatsgoodnewsblog.com/3-settimane-ufficio-ovunque-nel-mondo-lesperimento/

http://collectivehub.com/2016/04/why-you-should-you-have-a-work-from-anywhere-week/

https://www.jobyourlife.com/blog/zen-lavoro/approfondimenti/

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* La buona notizia del venerdì: Omeopatia in crescita in Italia e in Europa

In Europa più di 100 milioni di persone utilizzano l’omeopatia.

300 milioni nel mondo e in più di 80 Paesi.

 Gli omeopatici ad uso umano sono presenti in Italia da più di cinquant’anni.

 L’Italia è il terzo mercato più grande d’Europa dopo Francia e Germania:

In Italia sono circa 11 milioni, ossia il15% della popolazione.

Più di 20 mila medici italiani prescrivono almeno una volta all’anno medicinali omeopatici. Erano 12 mila nel 2006 (Eurispes).

E sono circa 4000 medici che la esercitano con più regolarità.

L’82% degli italiani conosce i medicinali omeopatici.

 

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E in Toscana è arrivata alla Asl. 

IL distaccato, l’entusiasta, chi “non ne so granché”. E chi mai la utilizzerebbe. Dicono così ma poi, numeri alla mano, di scettici che ricorrono all’omeopatia ce ne sono, eccome.

Un esercito che va ampliando sempre di più le sue fila, in Europa e in Italia.

Tanto che proprio nel Belpaese, in Toscana, dal 2005 l’omeopatia è inserita nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza: basta pagare il ticket per ottenere una visita specialistica.

Non solo.

Da quattro anni c’è l’ospedale Petruccioli di Pitigliano (Grosseto), che ospita un centro di medicina integrata con annesso ambulatorio.

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Ma quando si parla di omeopatia, è d’obbligo rendere onore al suo fondatore che, agli albori del XIX secolo, coniò la locuzione “similia similibus curantur“: tradotta letteralmente “i simili si curino coi simili”. In sintesi, per Hahnemann, la guarigione si ottiene somministrando al malato la sostanza di cui è carente e quindi riconosciuta dall’organismo come velenosa.

Il fulcro del metodo omeopatico si basa sulla capacità di ottenere una preparazione alchemica che da veleno si trasformi in farmaco. Ed è a questo punto che si innesta il complicato meccanismo di diluizione e dinamizzazione (scuotimento). Una diluizione tale che spesso non consente di trovare nemmeno una molecola della sostanza attiva. È questa la maggiore critica che travolge i profeti della dottrina omeopatica. Una critica che non impedisce a tanti camici bianchi allopatici di prescrivere rimedi omeopatici.

 

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Medicine complementari.

Una complementarietà di cure a cui si affida, ad esempio, Alessandro Zanasi, presidente dell’associazione italiana studio della tosse e specialista in Malattie respiratorie a Bologna:

L’evidenza clinica è scarsa ma nell’uso pratico ho raggiunto con alcuni prodotti risultati soddisfacenti, equiparabili a quelli della farmacopea ufficiale. Mi riferisco alla tosse. Abbiamo anche condotto uno studio in doppio cieco sul sedativo omeopatico di una nota azienda: su 100 soggetti ha mostrato un buon risultato a confronto con il placebo. Per avvalorarlo ci vorranno altre indagini. Quel che è certo è che i pazienti (in genere bambini sotto i sei anni a cui non è possibile somministrare alcun farmaco) migliorano, poi il perché va approfondito”.

L’anestesia integrata.

Filippo Bosco, anestesista dell’università di Pisa e referente di medicina complementare del centro senologico, pure lui strizza l’occhio all’omeopatia.

Per la prima volta in Italia ha praticato a una donna di 52 anni con tumore al seno un’anestesia integrata:

“Insieme agli ipnotici e all’agopuntura sono state somministrate sostanze come l’arnica montana. Lei, come i cinque pazienti successivi, avevano espressamente rifiutato oppiacei e antidolorifici. E il risultato nel controllo del dolore e nel postoperatorio è stato ottimo”.

Intanto si è celebrata la giornata mondiale dell’omeopatia, con iniziative in tutta Italia, annunciata da  Antonella Ronchi, presidente Fiamo (Federazione italiana medici omeopati): “A chi bolla come inefficace l’omeopatia rispondo che i trial clinici non bastano senza altri studi osservazionali. Non si può avere una visione troppo manichea”.

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 “Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo” Lao Tzu

http://www.repubblica.it/salute/2016/04/04/news/allergie_riniti_dolori_gastrointestinali_e_ansia-136890486/?ref=search

http://www.omeopatiasimoh.org/la-medicina-omeopatica-in-italia-e-nel-mondo-alcuni-dati/

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* Luna di Aprile : trasformazione,purificazione e rinascita nel fuoco



Siamo entrati nella settimana astrologica della Luna Nuova, che questo mese cade nel segno di Fuoco dell’Ariete.

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Giovedì 07 aprile la Luna ed il Sole si uniranno nel 18° del primo segno zodiacale e così prosegue il viaggio lungo il Sentiero della Rinascita interiore iniziato alla fine della scorsa eclissi di Luna Piena in Bilancia.

La Bilancia è il segno opposto all’Ariete, quindi la Luna ha percorso un emiciclo per raggiungere un punto da cui poter guardare se stessa dall’esterno. Ciò può ispirarci a fare lo stesso relativamente alla modalità con cui ci relazioniamo con gli altri, visto che Ariete e Bilancia sono le due polarità dell’Asse zodiacale della coppia.

Osservare noi stessi dall’esterno mentre ci muoviamo dentro la relazione. Cosa chiediamo all’altro? Quale tipo di persona attiriamo nella vita? Chiediamo rispetto, vogliamo salvare l’altro, oppure vogliamo essere salvati? Ci sentiamo nulla senza lui/lei?

Lo scorso Corridoio delle Eclissi di marzo (09/23 marzo) ci ha aiutato a chiarire la nostra posizione emozionale dentro la relazione, per diventare consapevoli se la ferita del Bambino Interiore stava guidando la nostra vita di coppia, costringendoci a vivere rapporti fatti di dipendenze emotive e paura di abbandono. Successivamente, la scorsa settimana (29/30 marzo) la Luna in Sagittario (altro segno di Fuoco) ha creato un potente Trigono di trasformazione per permetterci di guarire queste dinamiche.

 

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Ora il Novilunio in Ariete è come un battesimo a nuova vita, dove risorgiamo come l’Araba Fenice, in questa Primavera di Vita, in questo 2016 di grande crescita per tutti, nel momento in cui in Cielo i due Maestri Giove e Saturno viaggiano in retrogradazione, ripercorrendo antichi passi, e facendoci riflettere sul passato per distaccarci completamente da esso, per lasciar andare a livello cellulare il vecchio, per rinascere a noi stessi, in qualche modo guariti, più consapevoli di chi siamo, avvicinandoci sempre più alla possibilità di attivare il Corpo di Luce.

Il senso di tutto quello che sta accadendo in Cielo in questo momento nei Segni di Fuoco è proprio questo.

Il Fuoco è trasformazione, purificazione, rinascita.

Bagnandoci nelle sue frequenze assecondiamo un flusso che ci sta accompagnando verso un nuovo livello di coscienza.

Respirando possiamo acquisire consapevolezza rispetto alla nostra vera natura di esseri umani quali riflessi del Macrocosmo, dove il nostro cuore diventa il Sole.

In quello stato di coscienza ci sentiamo connessi al Tutto, perché il Tutto diventa il contenuto che custodiamo dentro di noi. E’ lì che ci sentiamo di poter spingere i limiti oltre le paure per portarci esattamente dove la Vita ci vuole mettere.

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Dal 04 aprile all’ 01 maggio viaggiamo dentro la Decima Luna. la Luna Planetaria. La decima Luna risuona al decimo tono, che si chiama Planetario, ed è il tono della Manifestazione.

Ciò che si manifesta durante questa Luna è l’intento portato dal Mago Bianco che risuona al Tono Planetario, che rappresenta l’Identità Galattica di questo anno lunare, iniziato il 26 luglio 2015 e che finirà il 24 luglio 2016.

La sincronicità è che in questo momento ci troviamo dentro l’Onda Incantata del Serpente Rosso, il cui decimo giorno è esattamente il Mago Planetario. Quindi questa Onda porta in sé l’intento di questo intero anno.

Cosa ci è successo da luglio in avanti? Quali obiettivi ci siamo messi? Un anno che risuona con il Mago Planetario è aperto a qualunque sperimentazione perché il Mago Bianco rappresenta l’Atemporalità, il vivere in base ad un ritmo estremamente individuale, al di là degli orari dettati dal quotidiano stressante.

L’Atemporalità è l’assenza del Tempo, quando si assapora la possibilità di creare una trama ed un ordito perfettamente su misura, dentro cui immettere il nostro progetto con tutti i suoi dettagli.

Questa è la natura dell’anno che stiamo vivendo. 

L’anno lunare ha questa scadenza, come ai tempi degli antichi Maya ed Egizi, perché il 26 luglio corrisponde al giorno in cui il Sole e Sirio si levano all’orizzonte insieme.

Ecco dunque una buona indicazione per proseguire il nostro cammino dentro l’anno del Mago Planetario.

La Decima Luna sarà il contenitore di tutti gli intenti messi insieme durante gli ultimi mesi. Non solo: siamo nel decimo anno di un ciclo iniziato il 26 luglio 2006.

Ciò che si manifesta questo mese è il seme piantato allora, nell’Anno della Luna Rossa Magnetica, il ciclo di 13 anni dentro cui siamo ora e che finirà il 24 luglio 2019, il cui proposito è vivere una purificazione totale di tutto ciò che è vecchio, finito.

E’ il ciclo che ha attraversato la fine del vecchio tempo e ci ha traghettato dentro la Nuova Era del post 2012.

Ora si manifesta la Purificazione, nel mese della Manifestazione di un anno che risuona al principio della Manifestazione. Il lasciar andare è potente, così assecondiamo il processo e rinasciamo in questo aprile di sole e aria nuova.

 

Stefania Gyan Salila

 

 

Fonte:

http://ashtalan.blogspot.it/2016/04/astrobollettino-0309042016-novilunio-in.html

http://nottebluritmica.blogspot.it/2016/04/la-decima-luna-dellanno-del-mago-bianco.html



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* La buona notizia del venerdì: Il ” Nobel per la scuola 2016” va a una maestra palestinese: “Basta con la violenza”

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La maestra elementare di Betlemme, 5 figli, vincitrice del Global Teacher Prize, il premio da un milione di dollari per il docente che si è maggiormente distinto nel suo lavoro:

“A noi palestinesi hanno portato via la terra perché eravamo ignoranti. Sono nata e cresciuta in un campo profughi tra violenza, soprusi e tensione quotidiana. Non ho avuto una vera infanzia e invece vorrei che i nostri figli, che tutti i bambini del mondo, potessero ridere, giocare, imparare a convivere in un clima sereno. Sono diventata insegnante per crescere una generazione che sappia vivere in pace”.

Hanan Al Hroub, 43 anni e cinque figli, maestra elementare nel campo profughi palestinese di Betlemme, ancora non riesce a credere di aver vinto il premio Nobel dei professori,  indetto dalla Varkey Foundation.

È la miglior docente del mondo dopo aver battuto altri ottomila candidati. Il sorriso occupa tutto il suo bel volto mentre le immagini della sua terra, dei giorni in classe, tra timori e speranze confinate nel campo, diventano realtà in un fiume di parole.

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Cosa dirà ai suoi studenti domani?
“Che sono il futuro dell’umanità, che le nostre armi sono solo l’educazione e l’istruzione. Con quelle possiamo cambiare il mondo, farlo diventare un luogo più giusto e pacifico”.

Cosa farà con il milione di dollari del premio?
“Vorrei usarlo per aiutare chi, di qualunque paese, vuole studiare e non ha i mezzi. O per i professori che vogliono imparare il mio metodo per combattere la violenza e l’aggressività”.

Da cosa è nato il suo metodo?
“Studiavo letteratura inglese all’università. Un giorno mio marito, mentre tornava a casa con i figli, è stato ferito a colpi di fucile dai soldati israeliani. I bambini hanno assistito impotenti, lo hanno visto a terra, coperto di sangue. Sono rimasti scioccati, non riuscivano più a studiare, ad uscire di casa. Era già difficile prima, vivere tra check pont e arresti. Dopo il ferimento non erano più gli stessi. Allora ho deciso: ho lasciato l’università e sono diventata io la loro maestra, ho cercato di riavvicinarli allo studio con il gioco e, giorno dopo giorno, anche i compagni di scuola hanno cominciato a venire da noi. Imparavano divertendosi. Decidere di insegnare in una vera classe è stato il passaggio successivo “.

Come insegna?
“È difficile per ragazzini che crescono in un clima di violenza, ingiustizia e sopruso concentrarsi, studiare. Diventano facilmente aggressivi perché sono tristi, frustrati dalla realtà. Così quando arrivano a scuola cerco di essere allo stesso tempo un’insegnante e una sorta di genitore che li conosce a fondo, sa le loro debolezze e i loro problemi. Attraverso il gioco li educo ad ascoltare gli altri, a comprendere le opinioni diverse, ad accettare la sconfitta senza rabbia. Creo un clima di collaborazione, fiducia, rispetto. E i risultati si sono visti: meno aggressività, voti migliori”.

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La sua è una vittoria per la Palestina?
“Sì, con me hanno vinto tutti i docenti del mio paese. Dedico a loro la mia vittoria e anche a tutti i professori che insegnano in condizioni difficili, a chi come me crede che l’educazione, il sapere, siano le armi per cambiare il nostro futuro, il mondo. A noi palestinesi hanno portato via la terra perché eravamo ignoranti, ma le cose cambieranno. Come dice il verso di un poeta palestinese: “Nel corso del tempo potremo magari fare cose da prigionieri, ma stiamo educando la speranza””.

Il Papa ha annunciato la sua vittoria.
“Sono ancora incredula che una persona della sua levatura religiosa mi abbia nominata, che abbia ricordato il diritto dei bambini a giocare, ridere, che abbia parlato dell’importanza dei professori nel segnare le vite. Vorrei incontrarlo, le sue parole hanno significato per me che veramente c’è una volontà comune di combattere la violenza e vivere in pace”.

 

Fonte:

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/15/news/hanan_al_hroub_io_la_maestra_migliore_del_mondo_tra_i_bambini_del_campo_profughi_-135578369/

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* Pesci, Venere, Mercurio, Giove e Saturno ci guidano verso una nuova coscienza della nostra vita

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Dopo l’Eclissi di Sole in Pesci del 09 marzo, entriamo in questa settimana astrologica con una forte presenza di pianeti in questo Segno d’Acqua molto particolare.

Il Pesci chiude il Ciclo Zodiacale, essendo l’ultimo segno, quindi accompagna verso la fine e precede l’inizio. Per tutto il mese di marzo questo accumulo di corpi celesti in quella parte di Cielo rende questo spazio temporale molto potente per una sorta di resa dei conti emozionale e spirituale. Ciò significa che a modo suo ciascuno di noi viene messo a confronto con tutto ciò che ci impedisce di procedere verso un nuovo inizio. E’ comune rimanere attaccati alle paure e non darsi il permesso di procedere oltre, anche se si sente quanto possa essere necessario. 

Al momento dunque il Cielo dei Pesci è occupato dal Sole, nella sua ultima settimana di permanenza prima dell’ingresso nell’Ariete. Quando il Sole si trova in un segno, l’attenzione viene convogliata l’attenzione sui quei dati valori. In questo caso, stiamo mettendo a fuoco i sentimenti e la qualità delle nostre relazioni.

Poi c’è Mercurio, pianeta della comunicazione, che ci aiuta ad attivare l’intelligenza del corpo rispetto a quei sentimenti, il cervello viscerale. Quindi non solo possiamo comprendere la verità sulle nostre relazioni, ma possiamo anche comprendere perché stiamo vivendo un certo tipo di relazione. Per esempio, stiamo vivendo una dipendenza affettiva? Amiamo sinceramente o abbiamo bisogno di avere accanto qualcuno? Quanto stiamo bene da soli? Siamo gelosi, possessivi, manipolatori, oppure ci sentiamo liberi di amare e di ricevere amore? Non è semplice rispondere a queste domande, ma intanto possiamo cominciare a farcele.

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Ricordo che in questo meraviglioso segno creativo dei Pesci,Pe legato alla qualità sopraffina della Nuova Coscienza, cioè l’Uomo che finalmente attiva tutto il suo potenziale sulla Terra per amore di sé e del pianeta, si trovano dal 2011 due corpi celesti molto lontani dal Sole e quindi inconsci per il sistema umano: Chirone e Nettuno. Essi ci stimolano alla Ricerca Spirituale, a trovare pace ad un’irrequietezza che non si placa se non nel ritrovare nel Cuore il Dio Interiore. Ogni volta che un pianeta veloce (leggi: vicino al Sole) entra nei Pesci, porta a consapevolezza questa urgenza.

Così è il caso di Venere, che fa il suo ingresso il 13 marzo e rimane in questo segno fino al 5 aprile.

Venere è un pianeta che trasporta una vibrazione di grande delicatezza e tenerezza, di amore incondizionato e di caldo abbraccio avvolgente. Grazie alla sua presenza, che ci accompagna dentro l’Equinozio del 20 marzo e l’Eclissi di Luna il 23, potremo auto-guarirci tante ferite legate all’amore, al tradimento, alla negazione, al senso di rifiuto. Soprattutto possiamo consapevolizzare che, poiché tutto parte da noi, ognuna di quelle ferite ci può insegnare a non tradire più noi stessi, a rimanere leali e fedeli al proprio cuore, può insegnarci a rispettarci e ad amarci profondamente nel modo in cui siamo riusciti ad amare raramente nella vita.

Già dall’inizio di marzo e fin verso metà giugno Giove e Saturno formeranno un aspetto di quadratura tra loro, creando una finestra di consapevolezza precisa e stretta rispetto all’importanza del concetto di “Missione di Vita”.

Nel lavoro di consulenze astrologiche mi sento spesso ripetere questa domanda e devo dire che anche io per anni mi sono dibattuta dietro questa chimera. Scusate se uso questo termine, ma ho fatto esperienza del fatto che molte volte l’essere umano preferisce perdere se stesso dietro la ricerca illusoria di chissà quali talenti, senza percepire la propria preziosità, che viene data per scontata e non apprezzata, l’unicità intrinseca con cui ciascuno di noi nasce.

Ora, all’interno dello spazio temporale del 2016, anno 9 di grande purificazione e chiusura, dopo tutta la pulizia data dall’energia generatasi dall’Eclissi Solare del 9 marzo, due grandi Maestri planetari si attivano per rispondere alla Ricerca di chi è genuinamente, sentitamente e intrinsecamente in viaggio verso la Scoperta del Sé. 

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Giove in Vergine, lo ricordo, è attualmente in moto retrogrado, fino al 9 maggio, rallentando un po’ la vita quotidiana, perché andando piano non perdiamo di vista i dettagli – precisamente cosa tenere e cosa lasciar andare. Stiamo costruendo una nuova strada, teniamolo ben a mente. E’ una via che ci porta verso la manifestazione di ciò che da sempre sogniamo di essere. E’ dunque necessario operare bene e con onestà intellettuale, e ovviamente di cuore!

L’azione di Giove viene supportata/contrastata dall’energia di Fuoco di Saturno in Sagittario. L’energia primaria di questo segno di base è molto forte, intensa, a volte eccessiva, e se non viene controllata rischia di produrre un entusiasmo fine a se stesso. Così l’interazione tra questi due pianeti produce sì rallentamento e tensione, ma è come quando si prepara una ricetta complessa e delicata. Andando piano, facendo attenzione ad amalgamare bene gli ingredienti, i risultati saranno ottimali.

Sia Giove che Saturno hanno a che fare con la Missione di Vita, per cui tutto quanto sopra scritto si riferisce a questo ambito. La prima sfumatura che ci viene chiarita da questa configurazione astrologica che ci aiuta a capire cosa siamo venuti a fare sulla Terra è il rispetto della vera natura della nostra Essenza.

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Quando ci chiediamo quali sono i nostri talenti, quando non riusciamo a percepire quale sia la nostra passione, o non sentiamo la voce di ciò che ci chiama dal profondo, stiamo proiettando fuori un senso di inadeguatezza probabilmente antico, risalente a ciò che abbiamo respirato in famiglia, dove forse non venivamo visti per ciò che eravamo, perché magari anche i nostri genitori non erano parimenti stati visti, eccetera.

Capite adesso quanto sia necessario diventare consapevoli di questa azione lenta ma inesorabile da parte di questi due potenti raggi planetari che ci aiutano a lasciar andare qualunque senso di disamore, seguendo il quale non siamo permessi di occupare il posto che ci spettava per diritto di nascita? 

Il talento, la passione, la capacità innata nasce e viene allo scoperto nel momento stesso in cui noi ci permettiamo di rispettare noi stessi, al di là della coltre della paura, della tristezza, della rabbia, del non-posso. 

Non sarà semplice, nessuno dice lo sia, ma sarà nutriente e sorprendente almeno permettersi di sognare, di poter lanciare uno sguardo su possibilità affogate da anni di auto-negazione.

E sarà soprattutto prendersi la responsabilità di rendersi felici (questo è un concetto che ripeto spesso, lo so, ma a mio avviso è fondamentale).

Ora mi chiederete come si fa, come si possono raggiungere risultati, come ascoltare e diventare consapevoli di questo accadimento celeste nel quotidiano? Intanto respiro, soprattutto dentro il ventre, dal diaframma verso il basso, dentro le gambe e poi i piedi, così si scarica il sistema nervoso dalle tensioni. Poi spazio, prendetevi spazio per voi, dedicandovi a ciò che vi dà gioia (qualunque cosa sia), poi portatevi fuori dal ruolo di vittima prendendovi le responsabilità senza puntare il dito verso l’esterno. Se questo scatena rabbia nei confronti di voi stessi, sfogatela picchiando un cuscino. 

Fate attività fisica per aiutare il corpo a rimanere quanto più pulito e flessibile possibile, così le intuizioni di luce avranno un buon spazio di manovra dentro una forma fisica in equilibrio.

Lasciate andare e fate pulizia. State soli ed in silenzio e osservate la Vita come se fosse una tavolozza su cui poter dipingere le vostre Visioni.

Ci stiamo avviando verso l’Equinozio di Primavera.

Tutto il Processo di Rinascita confluirà in quel Portale, per cui preparate il terreno.

Amatevi, con la delicatezza e la tenerezza con cui vorreste essere amati dal più dolce degli amanti, così se siete single, potrete attirare quel tipo di amore nella vostra vita anche da parte di un altro essere umano.

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* La buona notizia del venerdì: ragazzi che vogliono cambiare il mondo, l’isola di Budelli

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Salviamo l’isola di Budelli con il crowdfunding e trasformiamola in un paradiso per teenager. Questa l’idea di 23 studenti di seconda media della scuola di Mosso in provincia di Biella per salvare l’isola dell’arcipelago sardo deLa Maddalena.

Dopo la rinuncia del magnate Michael Harte, l’isola di Budelli potrebbe tornare nuovamente all’asta. Per evitare che anche stavolta, venga assegnata in mano a privati, i ragazzi hanno lanciato suFb la campagna “Non si s-Budelli l’Italia”.

Se lo Stato non ha i soldi, allora li mettiamo noi

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Siamo gli allievi e gli insegnanti della classe 2B della scuola media di Mosso, un piccolo comune montano della provincia di Biella, in Piemonte. Ieri abbiamo letto sul giornale, con il nostro prof, le notizie sull’isola di Budelli. Ci è venuta l’idea di mettere in piedi questo progetto: una grande colletta su internet (crowdfunding) per permetterci di acquistare l’isola, per far sì che rimanga italiana e incontaminata. Vorremmo che fosse l’isola di tutti gli studenti d’Italia. Abbiamo calcolato che se ogni studente delle scuole italiane mettesse 50cent, avremmo subito i fondi necessari. Naturalmente accettiamo contributi anche da chi non è studente!, si legge sullapagina Fb creata ad hoc.


Gli stessi studenti a favore dell’isola di Budelli hanno versato 75 euro, donando 5 centesimi per ciascuno dei 1500 abitanti del loro paese. Ma l’obiettivo è più ambizioso: se ogni studente italiano versasse 50 centesimi per salvare l’isola e la sua meravigliosa spiaggia rosa, si riuscirebbero a racimolare tre milioni di euro, la stessa cifra con la quale il magnate neozelandese se l’era aggiudicataall’asta.

Insieme al problema dei soldi, gli studenti stanno pensando anche al passo successivo, cioè come valorizzare questo splendido luogo. Il timore più grande, quando Harte aveva ottenuto l’isola di Budelli, era quello che volesse trasformare il luogo in resort e villaggi di lusso rovinando per sempre questo territorio incontaminato.

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Ad accogliere con entusiasmo l’iniziativa anche Giuseppe Bonanno, presidente dell’Ente Parco de La Maddalena:che così commenta l’iniziativa: “L’idea migliore è quella degli studenti di Biella, che hanno iniziato a mettere 50 centesimi a testa e hanno lanciato la campagna «Non si sBudelli l’Italia» sui social network”. 

La piattaforma per la raccolta fondi non è ancora attiva ma ci sono già i primi commenti di chi vorrebbe fare una donazione. Scrivono da una scuola di Alghero: “Abbiamo saputo della vostra meravigliosa iniziativa e vorremo aderirvi. Vorremo ulteriori informazini per poterla realizzare nel migliore dei modi”. E gli studenti di Mosso rispondono: “Appena attivata la piattaforma lo comunicheremo. Iniziate pure comunque la raccolta di fondi. grazie!”.

Un’iniziativa lodevole in linea con quanto l’Ente Parco ha da sempre voluto e progettato per l’Isola simbolo dell’Arcipelago di La Maddalena: una proprietà diffusa e pubblica, che renda il patrimonio ambientale un valore per tutti e non un beneficio di pochi. Particolarmente significativo è il livello di consapevolezza, messo in campo dai ragazzi lanciando questa iniziativa, si legge in un comunicato. 

L’Ente Parco promette di sostenere l’iniziativa e di adoperarsi per rendere possibile una visita all’isola di Budelli.

La volontà espressa dai giovani cittadini restituisce speranza rispetto a quella che è la nostra idea di valorizzazione del territorio. Il crowdfunding promosso e posto all’attenzione dell’opinione pubblica potrebbe, in ogni modo rappresentare una garanzia, oltre che per l’acquisto, anche per istaurare un modello di gestione diffusa che trasformerebbe l’isola di Budelli in un laboratorio permanente di educazione ambientale e di gestione partecipata, i cui primi attori e protagonisti sarebbero i ragazzi. Proporrò al Consiglio dell’Ente la realizzazione di un gemellaggio permanente tra il Parco e la Vostra scuola, conclude Bonanno.

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Gli studenti pur non sapendo ancora se il loro sogno diventerà realtà, guardano al futuro e pensano a un paradiso per teenager il tutto nel rispetto dell’ambiente e lontani da logiche di speculazioni di privati.

In bocca al lupo e#salviamobudelli!

Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni.( Paulo Coelho)

http://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/19370-isola-budelli-ragazzi

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/02/13/news/sardegna_budelli_magnate_neozelandese_annuncia_rinuncio_all_acquisto_dell_isola-133340340/

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* 9 Marzo: il Sole Nero

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Eclissi totale di sole in arrivo il 9 marzo. La nostra stella verrà oscurata dall’ombra della luna. Peccato però che non potremo ammirarla dal vivo dall’Italia.

Lo scorso anno, il mese di marzo ci aveva regalato una bella eclissi parziale di sole ma non sarà così in questo 2016, almeno per noi. Gli unici a poter ammirare al meglio il cosiddetto “sole nero” saranno gli abitanti dell’Indonesia e dell’isola di Sumatra. Il resto del mondo dovrà accontentarsi di osservare l’eclissi parziale o in streaming.

Sarà comunque un evento spettacolare. La Luna passerà davanti al Sole, proiettando la sua ombra su gran parte dell’Asia e dell’area del Pacifico. Il passaggio della luna esattamente tra il sole e la Terra è un evento relativamente raro che si verifica per via del fatto che la Luna e il Sole non orbitano sullo stesso piano.

Va detto però che il Sole è 400 volte più grande della Luna, ma è anche oltre 400 volte più lontano dalla Terra. È per questo che ai nostri occhi appaiono delle stesse dimensioni nel cielo durante le eclissi. Ciò significa anche che la Luna con la sua ombra può bloccare la totalità del volto del Sole.

Ad ammirare l’eclissi parziale di sole saranno gli abitanti del Sud-est asiatico, Australia, Nuova Zelanda, le isole del Pacifico e parte dell’Asia.

Ecco cosa accadrà durante l’eclissi:

La totalità durerà ovunque poco più di quattro minuti anche se passeranno più di tre ore tra il momento in cui chi vive più occidentale vede le eclissi a e quando la posizione è visibile da chi si trova più a oriente.

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Chi si trova lungo la linea immaginaria in cui l’eclissi sarà visibile nella sua totalità (una striscia lunga 14mila km ma alta appena 150) non solo vedrà oscurare il sole ma riuscirà anche ad ammirare la corona solare, mentre la nostra stella sarà completamente coperta dalla Luna.

 

Nello stesso giorno dell eclissi di Sole (9 marzo), la Luna Nuova si formerà nel mistico segno dei Pesci.

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Le eclissi hanno il compito di illuminare le zone d’ombra che fanno parte della nostra anima.
Non lo fanno in modo “delicato” e nei giorni precedenti al fenomeno, sono molte le persone che si sentono irrequiete, stanche, confuse.
La Luna, (l’anima), si interporrà fra la Terra (corpo fisico) e il Sole (volontà,ego, aspettative)  chiedendo di essere ascoltata.
Durante questa potente eclissi, ci verrà data la possibilità di trasformare i vissuti karmici e liberarci da tutte quelle relazioni che rappresentano un ostacolo per la nostra crescita personale.
Il Sole e la Luna si uniranno a Ketu, che rappresenta il fuoco della purificazione.
Allo stesso tempo, Ketu, raffigurato come un serpente senza testa, toccherà con la sua coda l’area del cielo nota come Purva Bhadrapada che rappresenta la fine, l’uscita da un ciclo.
Come in ogni morte simbolica che si rispetti, dobbiamo stabilire cos’è importante nella nostra vita e merita di rimanere e cosa va sacrificato. 


La sera del sette marzo, in India si festeggerà “Maha Shivaratri” o “Grande notte di Shiva”, il dio conosciuto come “il distruttore”. Un dio libero da ogni condizionamento: “Daksha lo vedeva vagare nudo nei campi di cremazione, cosparso della cenere dei morti, ornato d’ossa funebri e teste mozze”, leggiamo nelle Upanisad.
Come dico sempre, tutto è co-incidentale e in questi giorni dovremo prendere esempio dal Dio Shiva, abbandonare tutti quei bagagli ingombranti che trasciniamo da anni, o forse vite passate.
Basta solo desiderarlo, accordare la volontà all’intento dell’anima.
Se sarete coraggiosi, potrete rinascere dalle vostre ceneri, come una splendida fenice.

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Rahu e Ketu
Nodo lunare nord, o ascendente, e Nodo lunare sud, o discendente, così vengono identificati dall’astrologia occidentale questi due “pianeti ombra” (cioè privi di forma fisica) dell’astrologia indiana, perché di fatto non sono pianeti ma punti di influenza calcolati nel cielo, che esercitano un forte influsso sulla Terra. Secondo l’astrologia indiana, le fasi lunari (crescente e calante) sono determinate da Rahu e Ketu che sono dei poli magnetici, veri e propri pianeti “energetici”, che tengono in equilibrio la Terra tra il Sole e la Luna.

.Rahu è rivoluzionario, rapido, violento, audace, estroverso, molto impaziente. Induce una tendenza all’indipendenza e un incitamento alla libertà. Accorda il genio, la rivelazione improvvisa, la scoperta di cose così evidenti che passano inosservate. Indica la direzione che prendono le dinamiche della vita e che danno significato al presente.
Ketu è alieno, sottile, oppressivo; stende le sue nebbie, tesse la sua tela di illusioni capace di confondere anche i più forti. Lavora la notte, agisce esasperando. Induce all’estasi e incita alla spiritualità. Accorda l’intuizione, la conoscenza dell’invisibile, la lucidità e la più elevata sensibilità artistica. Indica la provenienza delle qualità che nella prima parte della vita ci appartengono come un’eredità dal passato.
Entrambi turbano l’esistenza, lo spirito, le attività, e provocano un insieme di condizioni insolite e di cambiamenti improvvisi da cui derivano instabilità, insicurezza e scoraggiamento morale, oppure sicurezza, chiarezza e realizzazione di sé….

Shivabengalore

Maha Shivaratriè una festività indù celebrata ogni anno in segno di riverenza nei confronti del dio Shiva. È il giorno in cui Shiva è stato sposato alla Dea Parvati. Il festival, anche popolarmente conosciuta come ‘Shivaratri’ (scritto come Sivaratri, Shivaratri , Sivarathri e Shivarathri) o ‘grande notte di Shiva’, segna la convergenza del dio maschile con la sua paredra Shakti.

Il festival è principalmente celebrato da offerte di “Bael” (la pianta Egle marmelos) lasciate a Shiva, con tutta la giornata trascorso nel digiuno e da una nottata di veglia (detta Jagaran). Per tutto il giorno, i devoti cantano “Om Namah Shivaya”, il sacro mantra di Shiva. Una gran varietà di penitenze vengono effettuate al fine di ottenere doni nella pratica dello yoga e della dhyana-meditazione, al fine di raggiungere il sommo bene della vita costantemente e rapidamente.

In questo giorno, le posizioni dei pianeti nell’atto nell’emisfero settentrionale fanno da catalizzatori potenti per aiutare una persona a rialzare la propria energia spirituale più facilmente.

I vantaggi di potenti antichissimi mantra in lingua sanscrita, come il “Maha Mantra Mrityunjaya” aumentano notevolmente il loro potere in questa notte.

 

http://www.cavernacosmica.com/eclissi-di-sole-9-marzo-2016/

http://guide.notizie.it/a-proposito-del-pianeta-ketu-nellastrologia-vedica/

https://it.wikipedia.org/wiki/Maha_Shivaratri

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