La natura è sempre puntuale, finisce un ciclo e inizia l’altro Da sempre e per sempre! Per questo mi piace celebrarne gli appuntamenti ! I segni sono sempre evidenti: più Luce, prati verdi, gemme sugli alberi, profumo di lillà,un venticello che improvvisa melodie… e le rondini! Come sui libri di scuola quando ero piccola… e tanta era l’emozione dell’attesa tra canti e striili di gioia per ogni uccellino che passav.a … ancora posso sentire il cuore che batte forte forte… con la certezza che qualcosa di nuovo e meraviglioso accadrà… e ognuno immagina cosa farà da grande…
Io le rondini le ho viste anche quest’anno … volavano sicure nel cielo blu in una scia di sogni che si avverano e le le pervinche improvvisamente sbocciate sul vialetto di casa… e l’artista di strada che suona il sassofono E ho sentito il cuore battere forte forte e ho avuto la certezza che il nuovo che verrà sarà meraviglioso come l’ho voluto immaginare…
accenderò candele di tutti i colori… metterò agli occhi un po’ di blu… e un braccialetto di quarzo rosa… e camminerò con lo sguardo all’orizzonte.. sul sentiero della Luce crescente..
Io sono il cervello sinistro: Sono uno scienziato. Un matematico. Amo il “famigliare” il conosciuto. Ragiono per categorie. Sono accurato, preciso. Lineare. Analitico. Strategico. Pratico. Sempre al controllo. Un maestro di parole e lingue. Realistico. Io calcolo le equazioni e gioco con i numeri. Io sono l’ordine. Io sono la logica.
So esattamente chi io sia.
Io sono il cervello destro: Io sono la creatività. lo spirito libero. Io sono la passione. Il desiderio, la bramosità. La sensualità. Sono il suono della risata ruggente. Sono il gusto. Sono la sensazione della sabbia sotto i piedi nudi. Sono il movimento. Il colore vivido. Sono lo spasmo di dipingere una tela vuota. Sono l’immaginazione infinita. L’arte. La Poesia. I sensi. Il Sesto senso.
Sono qualsiasi cosa che io voglia essere.
Eppure…
quando ragioni, quando immagini e crei, senti crescere dentro di te i germogli dei tuoi sogni come quella piantina sul tuo balcone che ha messo bocciolini rosa shocking,,. Quando una brezza sconosciuta ti ricorda il profumo delle violette di zucchero della nonna… Quando analizzando scientificamente la tua routine noti che ritrovi entusiasmo accendendo una luce rosa ? e gialla? e verde? colori qui e là come un pittore… Quando la canzone del primo bacio “ il cielo è sempre più blu” ti frulla in testa da giorni … Quando una carezza al morbido barboncino nero del vicino ti cambia la giornata…
Quando…la fantasia è cambiamento…
E’ sempre primavera quando nella tua vita pensi,vedi, crei, progetti, ascolti , ti emozioni attraverso il tuo cuore!
Ma sì è ora che ci amiamo per come siamo, come siamo state, e come saremo!
Per come siamo capaci di immedesimarci in ogni esperienza di tante vite con coraggio, dedizione, entusiasmo oltre gli stereotipi, per come superiamo i muri delle credenze ancestrali, per tutti i sorrisi, carezze e canzoni che dispensiamo con compassione, per la costanza con la quale coltiviamo fiori nei deserti delle menti, per come disegniamo arcobaleni in tutti i cieli grigi, per come trasformiamo le lacrime in progetti nel futuro.
Diciamo orgogliose sempre più forte i nostri propositi, le nostre certezze, la nostra volontà di creare un mondo che accolga tutti gli esseri viventi in tutte le diversità. nessuno escluso.
Fin da piccola ero affascinata dalla quantità delle stelle in cielo. Mi domandavo se anche la Terra fosse una stella che si poteva vedere dalle altre stelle. e mi sentivo in compagnia. E pensavo che mi sarebbe piaciuto sapere che cosa ci facevamo in così tanti. Ecco come è iniziato il mio viaggio nell’astrologia.
Eccoci al preannunciato allineamento dei pianeti del 28 febbraio 2026 E i pianeti sono ben tutti e sei! Il Grande Allineamento che non si ripeterà fino al 2040! A parte che un allineamento di pianeti è solo dal nostro limitatissimo punto di vista. Se poi allineati vuol dire che hanno lo stesso obbiettivo e agiscono insieme di conseguenza allora ci sto! Secondo David Bohm, il celebre fisico filosofo quantistico, un Ordine Implicito determina ogni movimento nell’universo e noi esseri umani possiamo cogliere solo l’Ordine Esplicito che ne deriva. Comunque i sei pianeti sarebbero Saturno e Nettuno in Ariete, Venere in Pesci e Marte in Gemelli, Urano in Toro, Giove in Cancro! e per fare sette Mercurio in Pesci! Sembra un: Pronti? Andiamo! Tanto per ricordare, Saturno sosta almeno due anni in ogni segno, Plutone ci sta 20 anni e Giove 12/13! E il gioco di squadra è già evidente. Quando c’è tanto movimento in cielo , anche se c’è sempre, mi piace dare un’occhiata in grande per scoprire le qualità delle energie impiegate nel disegno, Esplicito ovvio. I due capisquadra attuali Saturno e Nettuno sono nel primo segno della ruota dello zodiaco, appena terminato un ciclo nel quale si sono fatte esperienze necessarie per maturare in coscienza, niente e nessuno escluso. Un nuovo ciclo che promette armonia costruttiva tra sogni e doveri, tra entusiasmi e regole, conquiste e consolidamenti, aperture e condivisioni globali… E anche la Luna ci si mette in questa spinta al cambiamento ! Infatti ci sarà un’eclissi lunare durante la Luna Piena del 3 marzo e un’eclissi solare durante la Luna Nuova di Aprile. Questi eventi consecutivi segnano l’inizio della stagione delle eclissi. Una stagione delle eclissi è una finestra di circa 34 giorni durante la quale il Sole, la Luna e la Terra si allineano abbastanza da generare sovrapposizioni tra loro! Quindi c’è ancora da fare per formulare un’idea delle qualità del “nuovo” e di ciò che dovremmo conservare del “vecchio tempo”. E metterla in pratica. Le energie dei pianeti agiscono sempre e comunque per il miglioramento e per l’evoluzione di tutto ciò che è manifesto.
La domanda che sorge spontanea quindi è da un milione di dollari.
“e io come c’entro?”
Tu c’entri molto. Come tutti sei invitata ad una nuova presa di coscienza, ad una consapevolezza nuova, ad un’apertura sincera, ad una responsabilità verso il tutto, gli altri e te stessa al fine di creare, insieme quel nuovo mondo di fratellanza e sorellanza che tutti predicano da molto ormai senza concretizzare. C’é da lavorare sì, nel senso di fermarti ed iniziare veramente a vedere e ad assumerti le tue responsabilità. Soprattutto verso te stessa nel tracciare il tuo percorso di vita. Il nemico non c’è la fuori, ci sono le tue paure. Alimentate dalle credenze che ti accompagnano fin da piccola e che hanno plasmato il tuo approccio con la realtà condivisa, per dimostrare chi sei o non chi sei. Bugie, maschere, immagini ideali , le certezze che ti hanno intrappolato. Sicura di essere proprio tu? Si parla tanto di cambiamento, ci si riempie la bocca … E ti spaventa? Basta che ti guardi dentro e con coraggio affronti le tue paure. Puoi scoprire che sono parti di te sconosciute e ti sorprende come le puoi cambiare con amore in risorse. Tutto in te è amore!
Già! Qualcuno ha detto “ Amati. Sei l’unica persona con la quale trascorrerai tutta la vita” Non ci sono ricette, che ognuno ha il suo metodo di viaggio e le possibilità sono infinite. E tu sei unica e irripetibile e hai scelto l’amore per te stessa per creare la tua vita. Del resto non è forse l’Amore che “ move il Sole e l’altre stelle” ? Che è il collante che tiene insieme l’Universo ? Che è la motivazione delle energie planetarie? ” Anche Saturno, Nettuno, Marte, Urano, Giove e Mercurio e Venere?“ Ma certo!. E’ proprio questo che vogliono ottenere da te …potresti non apprezzare completamente il metodo ma è sicuro che è Amore Universale !
Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.
Guardo il mare che è in moto perpetuo…onda dopo onda …bonaccia tempesta bonaccia tempesta…rifletto che così è la vita e mi immagino goccia nel mare…unica e irripetibile piccola piccola…eppure ogni goccia fa il mare e mi getto verso il futuro sulla cresta dell’onda nell’orchestra eterna dei marosi …oggi domani sempre..
cosa sara’ che fa crescere gli alberi la felicita’ che fa morire a vent’anni anche se vivi fino a cento
cosa sara’
a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato
oh cosa sara’
che ti svegli al mattino e sei serio che ti fa morire ridendo di notte all’ombra di un desiderio
oh cosa sara’
che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta
cosa sara’ che ti spinge a picchiare il tuo re che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c’e’
cosa sara’ che ti spinge a comprare di tutto anche se è di niente che hai bisogno
cosa sara’ che ti strappa dal sogno
oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare
oh cosa sara’ che dobbiamo cercare che dobbiamo cercare
cosa sara’
che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro
cosa sara’
questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende
oh cosa sara’
quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’
L’antica tradizione dei “Giorni della Merla,” è un periodo che, secondo la saggezza popolare, dovrebbe segnare i tre giorni più rigidi dell’intero anno: il 29, 30 e 31 gennaio.
Una leggenda, la più nota, narra che tanti anni fa una merla si vantava del suo piumaggio soffice e bianco come la neve.
Mentre Gennaio regalava temperature primaverili, la merla lo derideva per il fatto che l’inverno stesse finendo senza che ci fosse stato il grande gelo. Allora Gennaio si arrabbiò e decise di far arrivare un’ondata di gelo per gli ultimi giorni di gennaio prendendone in prestito uno da febbraio. Perchè allora Gennaio era di 28 giorni! Arrivò improvvisamente il gran freddo, e la merla bianca non poté far altro che rifugiarsi in un camino acceso. Dopo i tre fatidici giorni, uscì dal camino sporca di cenere e il suo piumaggio bianco divenne inevitabilmente nero.
Altre leggende narrano che la merla non era sola ma con i suoi piccoli per proteggerli, così anch’essi diventati neri per sempre dopo il soggiorno tra la fuliggine del camino accogliente e caldo !
Un ‘altra poco nota riguarda il fatto che per far passare un cannone oltre il Po chiamato “la Merla”, si è aspettò che il fiume fosse ghiacciato proprio negli ultimi giorni di gennaio!
Un ‘altra ancora riporta di “una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne’ quali passò sovra il fiume gelato”.
Non si può non notare i riferimenti simbolici dell’avvicendarsi delle stagioni nel mutare del colore della merla.
Dal freddo inverno rappresentato dal bianco, come la neve che nasconde tutto cosa c’è sotto, si passa al tempo della terra nera fertile, pronta ad accogliere la primavera. Ma è questo avviene solo dopo essere stati nel camino e al caldo dove è stato possibile seminare e custodire i germogli che cresceranno quando la Luce annuncerà la primavera e la rinascita.
Secondo i tempi della Natura, da sempre e per sempre. La Natura sa quando è il momento.
In effetti è confortevole stare ancora nelle avvolgenti pieghe di una calda, morbida coperta, magari bianca come neve, mettendo a punto i propositi per il futuro? C’è un calore che nasce dal cuore…sarà la mia tisana preferita alla cannella? E il pensiero vola carico di sogni che si lanciano oltre l’orizzonte ! Aspetterò di uscire allo scoperto quando sentirò il primo cinguettio dell’uccellino che ogni mattina vedo sul balcone!
Un gruppo di studenti all’Università di Milano-Bicocca ha introdotto un’iniziativa innovativa, portando gli antichi mestieri di lavorazione della lana all’interno dell’istituzione accademica. Hanno infatti inaugurato un laboratorio di uncinetto e maglia aperto a tutti.
L’idea di creare il laboratorio è nata dalla necessità di avere uno spazio dove poter lavorare individualmente o collettivamente. Questa attività non è solo un modo creativo di trascorrere il tempo, ma anche un’opportunità per socializzare e rilassarsi. Nel laboratorio dell’Università di Milano-Bicocca, l’atmosfera è distesa e inclusiva, con l’obiettivo di condividere e diffondere vibrazioni positive, senza competizione.
Del resto il motto del progetto è proprio questo: “No merito, solo condivisione e good vibes”.
Numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato che lavorare a maglia o a uncinetto può agire come antistress e la knitting therapy è stata indicata come un trattamento per distrarre le persone dal dolore. Personaggi famosi come il tuffatore britannico Tom Daley – più noto per aver sferruzzato sugli spalti delle Olimpiadi di Tokyo 2021 che per aver conquistato la medaglia d’oro – hanno contribuito a rendere popolare questo hobby, condividendo i propri progetti sui social.
Il laboratorio si tiene il martedì dalle 17:00 alle 20:00 e come detto accoglie anche principianti.
Gli interessati possono rimanere informati tramite un profilo Instagram e un gruppo Telegram dedicati. L’iniziativa mira a trasformare l’ambiente universitario, tradizionalmente centrato sullo studio passivo, in uno spazio di socialità aperto a tutti.
Già da piccola mi piaceva lavorare a maglia, a uncinetto. Ero affascinata da quel movimento delle mani, rapido e costante della nonna,dal ticchettio dei ferri e da quello che velocemente nasceva morbido e colorato.E la luce come un quadro di altri tempi ! Il mio primo lavoro è stato un capottino a uncinetto per la mia bambola preferita. Era di colore ecru e midi, collo e maniche abbondanti di lana pelosa. Ero fierissima della mia creazione, e che emozione nel mostrarlo alla nonna! E questa è uno dei vantaggi di lavorare con le mani, ti puoi sbizzarrire secondo la tua ispirazione, è un momento magico per inventare,immaginare, scegliere ,si è così presi e concentrati che già si vede il finito. Esattamente come lo vuoi tu! Avevo una predilezione per i disegni complicati che mi impegnavano in un continuo contare e osservare, contare e osservare, e questo mi piaceva perchè durava di più. Ho partecipato anche ad una serie di incontri” leggere e sferruzzare” e la condivisione è molto stimolante. Come quando guardavo la nonna, si crea subito atmosfera , come tanti gomitoli di lana morbida di tutti i colori che si trasformano velocemente sotto i ferri e consigli dati con amore, e l’entusiasmo negli occhi… Vabbè…io mi portavo ferri e gomitoli dovunque! Ma figurati se io…già sento nascere i commenti! Perchè non provare? Se ora si può persino all’università, comprovati i giovamenti per la salute da illustri psicologi, dottoroni , trainers e così via?
«Le donne devono sempre ricordarsi chi sono, e di cosa sono capaci.
Non devono temere di attraversare gli sterminati campi dell’irrazionalità’, e neanche di rimanere sospese sulle stelle, di notte, appoggiate al balcone del cielo.
Non devono aver paura del buio che inabissa le cose, perché quel buio libera una moltitudine di tesori.
Quel buio che loro, libere, scarmigliate e fiere, conoscono come nessun uomo saprà mai».
❣️Se voglio dare un voto all’anno passato direi che è stato …”strepitoso”! Intenso di cambiamenti, novità inaspettate, emozioni rivelate… Nuova vita e nuovi equilibri più in armonia… Ma poi… se mi guardo più indietro… Ogni anno ha dello “strepitoso”! Nuova vita, nuovi equilibri più in armonia! Certa che anche il 2026 sarà “strepitoso! Con felice curiosità… e progetti che vengono dal cuore! per quello che verrà! Auguri per un 2026 di strepitosità!
Dal solstizio invernale in poi le giornate si allungano e il Sole “nasce”.
La parola Natale indica infatti “il giorno della nascita”.
Ci troviamo nel momento dell’anno più sacro e spirituale, tanto che la medicina solstiziale pone l’attenzione sulla cura dell’anima e sulle possibilità di vivere serenamente tutto l’anno.Alle piante che sfidando il freddo invernale veniva concesso di restare verdi e di fruttificare, sono state assegnate molteplici valenze: terapeutiche, propiziatorie, apotropaiche.
Tra queste, i Celti avevano eletto la pianta del Vischio, quale vegetale simbolico del solstizio d’inverno.
Il Vischio era una delle piante più preziose dell’erboristeria celtica tanto da essere ritenuto quasi un animale e da venire associato alla vita di un re o di un capo.
I druidi sceglievano accuratamente i modi ed i tempi per raccoglierlo.
Era la pianta dedicata alla festa di Imbolc e veniva tagliato dall’albero che lo ospitava durante una cerimonia di Yule o Alban Arthan.
Proprio in questo giorno, il più corto dell’anno, il sole ricomincia a crescere e la luce che irraggia la terra, fecondandola di vita, aumenta gradualmente fino a rinnovare il risveglio primaverile.
I Celti credevano che il ciclo vitale del Vischio si sviluppasse su tre elementi: un soggetto che trapassa la morte rappresentato dal Vischio, un messaggero della vita cioè l’uccello trasportatore, e l’interazione divina che dava il potere di nascere e di crescere.
Rappresenta la sopravvivenza dell’anima dopo la morte, il suo lavoro per preparare la Vita Futura, e tende verso la luce fino al rinnovamento primaverile che esprime la rinascita sulla terra.
Venerando il vischio colto in un giorno di cerimonie è l’Anima immortale che i druidi veneravano.
Secondo la tradizione celtica fu RAMA a scoprire le proprietà terapeutiche del vischio: questo giovane druido, addormentandosi sotto un albero di quercia ebbe in sogno la rivelazione del modo in cui avrebbe potuto vincere una grave epidemia, usando proprio il vischio.
Svegliatosi preparò un infuso a base di vischio che cresceva sulla quercia e riuscì a salvare il suo popolo.
Plinio il Vecchio riferisce che il vischio venerato dai Celti era quello che cresceva sulla quercia, considerato l’albero del dio dei cieli e della folgore perché su di esso cadevano spesso i fulmini.
Si credeva che la pianticella cadesse dal cielo insieme ai lampi.
Questa congettura – scrive il Frazer nel suo “Ramo d’oro” – è confermata dal nome di “scopa del fulmine” che viene dato al vischio nel cantone svizzero di Argau. Perchè gli ignoranti credono realmente che questi organismi parassitici siano un prodotto del fulmine”.
Tagliando dunque il vischio con i mistici riti ci si procura tutte le proprietà magiche del fulmine.
Secondo Plinio e altri storici, il Vischio della Quercia, quello appunto ‘quercino’, giallognolo, considerato Sacro, veniva tagliato dalla Quercia solo in caso di epidemie gravi, ed era considerato l’erba che ‘guariva tutti i mali’.
Pare che proprio il suo nome, in lingua celtica, avesse questo significato.
Il vischio di rovere, colto solennemente nel sesto giorno della luna da un druido vestito di bianco, con l’aiuto di una roncola d’oro, è tradizionalmente considerato una “ pianta animale” dell’antica Luna. Effettivamente la sua crescita nelle spazio e nel tempo sfugge all’attrazione della Terra minerale alla quale obbediscono tutte le altre piante. Rudolf Steiner ha indicato come utilizzare le forze astrali più potenti del vischio.
Questo preparato è chiamato Iscador.
L’Iscador è conosciuto anche sotto il nome di Viscum Album Fermentato: e oggi è un efficace medicamento prescritto dalla Medicina Antroposofica come anticancerogeno.Non solo presso i popoli nordici però ottenne grande importanza.
Il Vischio nell Eneide di Virgilio apre le porte degli Inferi a Enea.
Alla vista del ramo dorato di Vischio (prende infatti il colore d’oro, una volta seccato) infatti il nocchiero del fiume infernale Stige si convince a traghettare l’eroe nel regno dei morti, per permettergli di rivedere il padre Anchise.
Probabilmente anche presso questi popoli era considerato pianta sacra, ‘emanazione divina’, essendo considerata persino ‘illuminante’ anche al buio, tanto da poter aiutare Enea nel oscurità degli Inferi.
Le leggende che considerano il vischio strettamente connesso al cielo e alla guarigione di tutti i mali si ritrovano anche in altre civiltà del mondo come ad esempio presso gli Ainu giapponesi o presso i Valo, una popolazione africana.
Inoltre queste usanze, continuarono (specie in Francia) anche dopo la cristianizzazione.
La natura del vischio, la sua nascita dal cielo e il suo legame con i solstizi non potevano infatti non ispirare ai cristiani il simbolo del Cristo, luce del mondo, nato in modo misterioso.
“Come il vischio è ospite di un albero, così il Cristo – scrive Alfredo Catabiani nel suo “Florario” – è ospite dell’umanità, un albero che non lo generò nello stesso modo con cui genera gli uomini”.
L’usanza di appendere un ramo di vischio all’uscio di casa nasce quindi nel Nord Europa.
Nella mitologia scandinava, il vischio è anche la pianta sacra di Frigg, dea dell’amore.
Dopo che suo figlio Balder venne ucciso da una freccia di vischio, Frigg cominciò a piangere sul suo corpo, e mentre le sue lacrime si trasformavano nelle perle bianche del vischio, Balder tornò in vità.
Per la felicità, Frigg cominciò a baciare chiunque passasse sotto l’albero sul quale cresce il vischio (di solito querce, pioppi, olmi e tigli), facendo sì che non potesse capitare mai nulla di male a tutti coloro che si fossero dati un bacio sotto un ramoscello di vischio.
E’ ben augurale per l’anno che viene, averne un ramoscello nelle case.
Il ceppo messo ad ardere nel camino
(per chi lo ha) non deve ardere del tutto.
Un pezzetto di questo legno deve essere conservato per accendere il nuovo ceppo di yule festività del prossimo anno.
Si brinda al Sole con del succo d’arancia, frutto solare.
FONTI ffz.leonardo.it/lofi/Erbe- ontanomagico.altervista.org il calderone magico druidsvischio.jpg http://www.ilcerchiodellaluna.it/