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* se Montaigne avesse avuto un blog….

se Montaigne avesse avuto un blog….


Mi è capitato più volte che un libro della mia biblioteca mi balzasse agli occhi, magari uno che ho letto da tempo… o studiato… E più volte mi è capitato di aprirlo ad una pagina qualsiasi e aver ritrovato emozioni, immagini anche sapori come se fosse la prima volta…   Oppure che mi accendesse nella mente un’idea totalmente diversa dall’originale…

“Questo, lettore, è un libro  sincero.Ti avverte fin dall’inizio che non mi sono proposto, con esso, alcun fine, se non domestico e privato.Non ho tenuto in nessuna considerazione né il tuo vantaggio né la mia gloria. Le mie forze non sono sufficienti per un tale proposito. L’ho dedicato alla privata utilità dei miei parenti e amici: affinchè dopo avermi perduto ( come toccherà loro ben presto) possano ritrovarvi alcuni tratti delle mie qualità e dei miei umori, e con questo nutrano più intera e viva la conoscenza che hanno avuto di me. Se l’ho avessi scritto per procacciarmi il favore della gente, mi sarei adornato meglio e mi presenterei con atteggiamento studiato. Voglio che mi si veda qui nel mio modo d’essere semplice, naturale e consueto, senza affettazione né artificio: perchè è me stesso che dipingo. Si leggeranno qui i miei difetti presi sul vivo e la mia immagine naturale, per quanto me lo ha permesso il rispetto pubblico. Chè se mi fossi trovato tra quei popoli che si dice vivano ancora nella dolce libertà delle primitive leggi della natura, ti assicuro che ben volentieri mi sarei qui dipinto per intero, e tutto nudo. Così , lettore, sono io stesso la materia del mio libro : non c’è ragione che tu spenda il tuo tempo su un argomento tanto frivolo e vano.Addio, dunque; da Montaigne, il primo di marzo millecinquecentottanta.”

Questa è l’introduzione dei celebri “ Essais “ di Michel Eyquem de Montaigne  più conosciuto con il semplice appellativo di Montaigne, filosofo, scrittore e politico francese del ‘500.

Adattissima alla voce “ about me “ o “ chi sono” in un blog.

Il termine Essais vuol dire assaggi, sperimentazioni, ricerche, esperienze.  Sono le riflessioni personali dell’autore sul mondo e su se stesso, e delinea  un campo di conoscenze nel quale egli sperimenta il proprio pensiero e lo mette alla prova. Non esiste un disegno unitario, è un susseguirsi di pensieri, di associazioni di idee, di argomenti che spaziano dalla letteratura alla politica, alla morale,alla filosofia; suggerimenti ad arricchire la conoscenza,  spunti ad approfondire..

Non è forse questa la materia di un blog?

ll meditare, il filosofare è inteso da Montaigne come un continuo sperimentare se stessi, un continuo riferimento a se stessi.Montaigne nei suoi Essais mira alla conoscenza dell’uomo a partire dalla conoscenza di se stesso. Nella prefazione alla sua opera scrive: “Sono io stesso la materia del mio libro”.

Un blog non nasce proprio dall’ esigenza dell’autore blogger di comunicare e riflettere soprattutto sulle proprie opinioni?

Montaigne sfida il lettore alla ricerca della conoscenza di sé, dell’ approccio strettamente personale di ogni essere umano con la “realtà circostante “ perchè “ciascuno reca in sé la forma intera della condizione umana”.

Io racconto un uomo particolare (me stesso) Ogni cosa nel mondo è in continuo movimento e cambiamento. Perciò: io, che faccio parte del mondo, sono in continuo movimento, e la mia narrazione, che si vuole adattare al suo oggetto, è altrettanto mutevole.”

un blog è  in continuo arricchimento ed evoluzione, segue il pensiero del blogger senza limiti di tempo e di spazio…

“Ognuno può aver parte alla commedia e rappresentare un personaggio onesto sulla scena; ma di dentro e nel suo petto, dove tutto ci è permesso, dove tutto è nascosto, mantenersi in regola qui, questo è il punto (…) Noialtri soprattutto, che viviamo una vita privata che è nota solo a noi stessi, dobbiamo aver stabilito un modello nell’intimo, al quale confrontare le nostre azioni (…) Io ho le mie leggi e il mio tribunale per giudicare di me.”

Non ci sono forse nel mondo dei blogs regole implicite di rispetto, lealtà ed etica?

“ Nessun intelletto generoso si ferma su se stesso: aspira sempre ad altro e va al di là delle proprie forze; ha slanci che oltrepassano le sue possibilità; se non avanza e non si affretta e non indietreggia e non si urta, è vivo soltanto a metà; le sue indagini sono senza limite, e senza forme; il suo alimento è stupore, caccia, ambiguità.”

L’interlocutore è il web e solo chi è in sintonia con il blogger legge i suoi articoli e talvolta li commenta…

“Io che mi spio più da vicino, che ho gli occhi incessantemente tesi su me stesso, a malapena oserei dire la vanità e la debolezza che trovo in me. (…) se la salute mi ride e la serenità di una bella giornata, eccomi amabile: se ho un callo che mi fa dolere l’alluce, eccomi corrucciato, stizzoso e intrattabile… Ora mi va di far tutto, ora niente; quello che mi fa piacere in questo momento, talvolta mi sarà penoso.”

Scrivere un post e pubblicarlo non dipende forse dal nostro stato d’animo del momento?

questi sono solo alcuni dei molti spunti che mi hanno fatto pensare che….
Se al tempo di Montaigne ci fosse stato il web , lui sarebbe stato sicuramente un blogger…..

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LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ALLA PUGLIA IL PRIMATO DI QUOTE ROSA IN AGRICOLTURA

Avatar di marisamolesMarisa Moles's Weblog

PREMESSA
Riprendo con questo post la vecchia consuetudine di dedicare ogni venerdì a una buona notizia. Sospesa da quasi due anni, questa “rubrica” oggi diventa ancora più necessaria: nel mondo succedono fatti terribili che inevitabilmente “occupano la scena”, ma abbiamo bisogno anche di qualche buona notizia. Per sperare in un futuro migliore o, senza pretendere l’impossibile, rallegrarci sapendo che ci sono sempre tante cose belle da scoprire.
Spero di poter continuare in questo proposito. Lo devo a me stessa, perché parlare di cose belle mi fa bene, e lo devo soprattutto all’amica Laura (laurin42), promotrice di questa iniziativa, che recentemente ha rinnovato l’appello agli amici blogger perché diano la “caccia” alle buone notizie e le pubblichino il venerdì.

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Quante volte abbiamo sentito dire, da parte degli insegnanti, che alcuni allievi sono da considerare “braccia rubate all’agricoltura”?

Personalmente non ho mai amato questa battuta che considero…

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* Il Leone è il Regno del cuore

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L REGNO DEL CUORE TRA LUCE E OMBRA 

 

Il 23 luglio il Sole è entrato in Leone, Segno di Fuoco collegato con il Regno del Cuore, e segna il momento più caldo dell’anno dal punto di vista atmosferico.

Il calore espande e porta in superficie, così il momento è giusto per confrontarci con ciò che nel Cuore è contenuto.

Il Leone è il quinto segno dall’inizio dello Zodiaco e nella nomenclatura astrologica antica corrisponde alla zona centrale del torace, dove si apre il Quarto Chakra, il punto del Cuore. 

Leo zodiac sign.



Da un punto di vista evolutivo, è qui che si apre il Portale del Giardino Segreto dove troviamo la pace e superiamo i sensi di separazione e divisione. Il Cuore è un punto fondamentale da esplorare per raggiungere uno stato di equilibrio interiore perché in esso non esiste giudizio né aspettativa, solo un osservare con serenità ciò che è. Quando nella vita sentiamo che è arrivato il momento di cambiare dal profondo, è qui dentro che è necessario rivolgere l’attenzione prima di affrontare le emozioni dolorose posizionate nella profondità dei nostri visceri. Da qui si può partire con la sensazione di poter contenere tutta la sofferenza che sentiamo dentro, perché nel Cuore non esistono confini, solo spazio di respiro e leggerezza.

Il primo impatto, quando ci sediamo quietamente, con gli occhi chiusi ed una mano sul cuore, è quello di irrequietezza, perché molte volte non sappiamo neanche cosa aspettarci. Poi, magari grazie all’ascolto di una musica delicata, possiamo spingere la mente ad immaginare. L’immaginazione è la chiave di esplorazione del cuore. Non importa cosa vediamo. Possiamo imparare a sviluppare la sensazione di accettazione profonda di ciò che c’è, osservando cosa cambia in noi davanti alle immagini che spontaneamente risalgono agli occhi della mente. Così prepariamo lo spazio agli aspetti planetari del momento, visto che presto in Cielo troveremo altri 5 pianeti retrogradi, come è accaduto alla fine di aprile.

Saturno si trova in moto retrogrado in Sagittario già da marzo, e ora sta completando il suo ciclo. Torna infatti diretto il 14 agosto. Esso rappresenta il Maestro Interiore che non vuole farci perdere di vista un obiettivo nella vita che sia più vasto e più ardito di quello che solitamente ci tiene fermi nella zona confort;

Plutone in Capricorno, retrogrado dal metà aprile fino al 26 settembre, blocca le situazioni in crescita perché non siamo ancora pronti per arrivare alla conclusione. E’ necessario attendere di aver integrato altri aspetti di noi stessi;

Nettuno e Chirone nei Pesci, rispettivamente in retrogradazione da giugno e da luglio, ci fanno rivivere gli smarrimenti del passato per aiutarci a comprendere l’origine dei malesseri di oggi.

Ad essi si aggiunge il 30 luglio Urano in Ariete, retrogrado fino alla fine di dicembre 2016, che ci chiede quanto ci sentiamo visti nella vita, se ci rispettiamo, se attiriamo rispetto o se ci facciamo passare sopra.

Tutto questo non è semplice da elaborare, per questo è importante aprire la Porta del Cuore attraverso il respiro, l’osservazione e l’accettazione.

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Ovviamente i moti retrogradi portano guarigione, ma sono anche estremamente estenuanti. Ci vuole tanto spazio interiore per contenere ciò che essi vorranno mostrarci.

Per cui armiamoci pure di coraggio ed entusiasmo ed iniziamo il percorso all’interno del nostro Giardino Segreto.


Fonte :http://ashtalan.blogspot.it/2016/07/astrobollettino-2430072016-il-regno-del.html

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* Quando cè la luna piena l’energia femminile è sacra

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Siamo ormai alla Luna Piena di Luglio, Luna del Raccolto.

In questa Luna Piena in Capricorno non ci sono rigidità che tengano: tutto si ammorbidisce e recupera un suo equilibrio…

Ed ecco allora celebrare con un rito la Luna Piena, una meditazione, un momento di ringraziamento.

Su Wikipedia viene spiegato che si tratta degli Esbat, 

rituali religiosi pagani e neo-pagani dedicati al principio femminile della divinità. Sono associati alle fasi lunari, per cui si festeggiano ogni 28 giorni, seguendo il ciclo lunare. Ogni tradizione festeggia un momento diverso del ciclo lunare. Molte congreghe tendono a festeggiare nella prima notte di luna piena. Non si deve credere che i pagani festeggino la Luna, ma la Dea, di cui la luna è un simbolo.

La Luna Piena è la luce che ha ricevuto tutta la luce dal Sole e manifesta la sua faccia completa, matura: essa rappresenta il volto della Dea Madre nel suo più completo splendore.

Quello che in realtà ci deve interessare, non sono delle pratiche fini a se stesse, ma il recupero di quella Energia Sacra Femminile che non si può né intellettualizzare né studiare e che è stata perduta proprio perché ci siamo disconnessi con il Pianeta.

Ecco perché dovremmo far tesoro di ogni pratica diretta che riesca a recuperare la saggezza di cui siamo portatrici, sopratutto noi donne, e che ha migliaia di anni.

Le uniche persone, donne e uomini, che non hanno mai perso la connessione sono gli indigeni e gli aborigeni, lì risiede la saggezza viva e pura sin dall’inizio dell’umanità. Portatori di questa saggezza antica dobbiamo avvicinarci a loro, poiché necessitiamo dei portatori, dei nostri antenati per poterli ricordare.

Per recuperare questa memoria perduta, affinché quell’energia femminile torni ad installarsi in noi, c’è bisogno di essere iniziati da esseri che custodiscono questa conoscenza, perché insisto il femminile sta nella Madre Terra e nelle nostre radici.

Perché siamo alla ricerca di uomini e donne che abbiano questa esperienza diretta? Perché abbiamo bisogno di quello che si chiama lignaggio, di un uomo/donna medicina che ci guidi e ci faccia ricordare. L’Abuela Margarita dice che è venuta a ricordarci chi siamo: siamo il Grande Spirito! 

Nella tradizione vedica e indù questa luna piena di Luglio è Guru Purnima, il momento di onorare quelli che sono stati, e sono, i nostri insegnanti. Questa luna è dedicata a coloro che ci hanno illuminato in qualche modo, che ci hanno insegnato e guidato e che ci hanno mostrato chi siamo veramente e perché siamo qui.

Quale momento migliore, quindi, questo periodo di relax, una Luna Piena nel momento in cui Madre Terra è all’apice del suo splendore: colori e profumi, suoni, sapori, tutto ci mette in contatto con la sua generosità e con l’esplosione della Vita.

Non perdiamo l’occasione di entrare in contatto con la natura in questo periodo, in qualsiasi modo: basta anche una passeggiata tra gli alberi o proprio sotto la Luna Piena e lasciamoci ispirare… Sono giorni in cui siamo più ricettive, quindi, lasciamoci andare: ricaricando il nostro corpo di energie, la nostra mente si allargherà e lo spirito godrà di questi benefici. Siamo attente ad ascoltare i messaggi che potranno arrivarci 
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Ecco allora l’importanza di una pratica  che possa aiutarci a vivere bene quei giorni, indipendentemente dal ciclo fertile (mestruazioni). Il sito a cui faccio riferimento è Goddess Rising:

  1. Sii paziente con tutte le emozioni che stai sentendo in questo momento. Respira in loro. Dai loro un luogo di riposo sicuro e sano, un’apertura, un modo di esprimersi. Sii gentile con te stessa.
  2. Fai dei gesti di disponibilità concreta verso qualcun altro (anche un estraneo), qualcosa che gli illumini la giornata.
  3. Esprimiti, sia attraverso la voce che il movimento: canta, parla, fai qualcosa che ti faccia sentire davvero bene.
  4. Sii grata e manifesta la tua Gratitudine verso te stessa e verso gli altri.
  5. Progetta o organizza il tuo spazio in casa per rappresentare la tua essenza.
  6. Prega alla Luna: con la luce della luna piena, innalza le tue preghiere per te, i tuoi cari e per il pianeta. La luna piena radiante amplifica la tua parola.
  7. Medita nella luce della luna piena e apriti per ricevere una guida intuitiva e un supporto.
  8. Metti le tue pietre preziose e i tuoi gioielli sul davanzale di una finestra o in una brocca di acqua per la pulizia, il rinnovo e l’attivazione.
  9. Sei hai la possibilità, fai qualcuno di questi riti in gruppo.
  10. Crea un piccolo spazio sacro dove sentirti bene: candele, smudge, incenso, cristalli e altri simboli.

Questi rituali possono essere fatti dal giorno prima fino al giorno dopo della Luna Piena.

Fonte:
http://www.deaedonna.it/2016/07/19/lenergia-sacra-femminile-la-luna-piena/

http://www.deaedonna.it/2016/03/23/10-rituali-di-luna-piena/

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* Le regole del guerriero della luce

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Il Guerriero della Luce

mantiene le vibrazioni ALTE
è coerente, sintonizzato, in armonia con l’Universo
è l’Amore che scaturisce dalla FONTE dentro di lui che genera la GIOIA.

Il Guerriero della Luce

sceglie una ad una le parole che usa.
Conosce il suo potere e carica le parole con la sua
ENERGIA.
Quando usa le parole con l’amico o con il nemico
le carica con l’Energia della consapevolezza.
MAI le usa alle spalle dell’amico o del nemico ma è sempre diretto…
CUORE A CUORE.

Ciò lo rende
INTEGRO
INATTACABILE
INVULNERABILE
così facendo accresce il suo potere interiore.
Nessun turbamento trapela dal suo volto:
Nè dai suoi occhi.
Nè dal tono della sua voce.

Non reprime le sue emozioni gioca con esse e le
OSSERVA
le
TRASMUTA
grazie all’energia interiorizzata.

Il Guerriero della Luce

non fugge dal dolore
non volge le spalle all’insegnante che giunge nella sua vita
lui stesso lo ha chiamato
è responsabile al 100% di ciò che attrae:
Ciò lo rende
INTEGRO
INATTACABILE
INVULNERABILE
così facendo accresce il suo potere interiore.

Il Guerriero della Luce
non giudica, nè se stesso e neppure gli altri
egli sa che il giudizio è nemico dell’Armonia e della Pace
così facendo lui accresce la
PACE
ed un giorno, molto presto, il mondo cambierà
PERCHE’ LUI HA CAMBIATO SE STESSO

IL MONDO E’ GIA’ CAMBIATO!

Fonte: ” Manuale del guerriero della luce” Paolo Coelho

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* Una buona notizia può cambiare il mondo

Questo post l’ho pubblicato circa 180 buone notizie fa !

Let’s go!

Allons Enfants!

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Considero il web una dimensione espansa della Terra costituita  da immagini, suoni e sensazioni di tutta l’umanità. Correnti di pensiero corrono veloci o sostano a volte a formare vortici di energia o scoppiano in infiniti frammenti che poi si ricompongono in altre correnti. Tutto è vivo e palpitante e attira le attività mentali e della psiche.
Quando ho aperto il blog la mia sensazione era quella di chi è di fronte ad un panorama conosciuto e non ancora esplorato. Come quando ti viene voglia di urlare qualcosa per vedere se c’è qualcuno o è soltanto l’eco.
Mi attirava entrare nella corrente e vedere che effetto avrebbe fatto.
Non mi aspettavo di avere subito riscontri… qualcuno ha messo un like al mio primo articolo…fra milioni di viaggiatori nel web…al mio primo commento su un blog che mi attirava è nata una durevole amicizia…la mia vita si è arricchita di uno spazio nel quale sento di comunicare con l’anima delle persone e di avere la possibilità di condividerne i valori.
La condivisione è spontanea, affettuosa, crea emozione.
Così un like è un gesto affettuoso, un dire sono contenta di averti incontrato, siamo in sintonia, mi piace quello che scrivi,  e voglio che altri lo apprezzino come me…A volte basta uno spunto per far dire non ci avevo pensato…
Così puoi agire sul cambiamento ed è gratificante farlo insieme. E sul web è facile essere in tanti.
Quando si è in tanti e ci si scambia likes per testimoniare interesse, approvazione,fiducia, nasce dalla affinità un gruppo. Affinità può significare condivisione di valori e di obbiettivi.Si è  in sintonia.
La somma delle parti è maggiore dell’intero e un gruppo che nasce da un’ affinità spontanea ha una grande capacità di incidere sulla cosiddetta opinione pubblica e generare il cambiamento.
Io sono convinta che in questi tempi di cambiamenti è necessario orientarsi verso una visione potenziante del futuro e riscoprire e ribadire i valori propri di una umanità consapevole.
Possiamo come gruppo generare una forma pensiero che possa navigare nel web colorata come infiniti arcobaleni, vibrante di sensazioni ed emozioni, sonora come una orchestra perfettamente accordata…
Una forma pensiero attrae chi è in sintonia e diventa una energia positiva per molti,ma molti, molti di più…per tutti.
Come fare a farlo?
Io propongo che ognuno di noi pubblichi sul suo blog una “buona notizia” ogni venerdì. E ce ne sono di buone notizie che le scimmie urlatrici dei media ci nascondono!
Perchè il venerdì?
Venerdì è il giorno dedicato al pianeta Venere, dispensatore di energie di armonia e di bellezza attraverso la scienza e la conoscenza.
Siete pronti a cambiare il vostro ME e arricchirvi in WE?
Siete pronti?

Uno…Due…Tre…Via!

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* Il Novilunio in Cancro dispensa doni per la nostra serenità

Far pace con se stessi per portare serenità alla vita

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Sole e Luna si uniscono a 12° di questo segno, in congiunzione con Mercurio (intelligenza viscerale, in questo caso, legata alle emozioni, visto che il Cancro è un segno d’Acqua) e Venere (voglia di tenerezza).

La sensazione è di sentirsi uniti e integri, desiderosi di aprire spazi di accoglienza, di perdono del passato, che possano contenere i conflitti di cui la nostra vita può essere piena. 

Esso arriva quale conclusione del Plenilunio in Sagittario avvenuto durante il Solstizio del 20 giugno, quando in Cielo si è aperto un potentissimo Portale di guarigione,.

Gli aspetti presentati durante quel magico momento di afflusso di raggi planetari, gli uni in dialogo con gli altri, sono stati molteplici, intensi, multidimensionali.

Hanno toccato cioè diverse sfere dell’essere, presentandoci l’occasione per operare un allineamento tra la nostra vita attuale, con tutte le sue idiosincrasie che sono ovviamente le nostre, il desiderio di cambiare, la paura nel farlo, il riscatto e la voglia di rivendicazione e la missione di vita, così come la nostra Anima ce la ispira. 

Seguire le aspirazioni sembra essere una cosa molto difficile qui sulla Terra, almeno in questa parte del mondo. C’è spesso un pezzo che manca a completare il quadro.

Tuttavia l’aspetto su cui voglio porre l’attenzione ora è osservare come dal Plenilunio del 20 giugno a ridosso del Solstizio, la nostra coscienza ha ricevuto un imprinting di chiarezza.

La luce di quella Luna di Fuoco (il Sagittario è un segno di Fuoco) ci ha fatto vedere quello che c’è, quello che manca e come sia possibile muoversi per portare a compimento il lavoro di evoluzione interiore. 

Poi la Luna ha proseguito il suo cammino diventando ogni giorno più sottile, apparentemente ripiegandosi su se stessa, come a volerci indicare la necessità di integrare quell’imprinting appena ricevuto. L’avanzare dell’oscurità sulla faccia visibile della Luna è stato un invito a fare piano piano silenzio, per rivolgere la ricerca dentro, dove c’è la Fonte del Tutto, il Vuoto Cosmico di cui ognuno di noi è contenitore.

La Luna Calante ha portato questo meraviglioso dono, il senso di distacco dal chiasso delle ansie che non ci danno tregua. Nell’incontro con quel buio arriva saggezza e silenzio e poche richieste. Solo essere. Solo osservare. L’imprinting viene integrato dentro di noi con il respiro. Non c’è nulla da fare, solo respirare e lasciare che tutto avvenga. Noi ci apriamo al divenire. Così il Novilunio dispenserà un ulteriore dono: un ritrovato e fortificato senso di unità interiore.

Al Novilunio Sole e Luna si uniscono allo stesso grado zodiacale e invitano gli umani a fare altrettanto dentro di sé, a raggiungere il matrimonio alchemico delle nozze mistiche tra gli opposti.

Cancer - horoscope circle on beautiful space background
Cancer – horoscope circle on beautiful space background

Viviamo in un mondo duale, fatto di buio e di luce, di contrasti costanti, di espirazione ed inspirazione, di contrazione e di rilascio.

Noi siamo frutto di questo mondo e a nostra volta siamo divisi in due. Ognuno contiene una parte maschile, che agisce e prende decisioni, ed una femminile, sensibile, che contiene e accoglie. Essendo divisi in due, è normale che spesso ci troviamo in guerra contro noi stessi. In realtà sono le due parti che cercano di prevalere l’una sull’altra. Gli altri, il mondo esterno, il partner, i genitori, ecc., non fanno altro che rispecchiare i nostri conflitti interiori.

Se viviamo in questa modalità (e direi che ci siano pochi umani che non lo fanno), ci possiamo anche fermare a respirare per prendere distacco da tutte queste tematiche, smettendo di incolpare “gli altri” e prendendoci la responsabilità delle nostre azioni per liberarci dai comportamenti reattivi, che ci fanno ripetutamente e costantemente andare fuori sintonia.

Il Novilunio in Cancro ci può aiutare in questo perché inaugura un nuovo spazio celeste ed interiore per portare avanti un processo di distacco dagli eventi conflittuali, visto che inconsciamente ce li siamo creati noi per fare esperienza della dualità e superarla attraverso l’accettazione totale di ciò che siamo. Strane creature questi umani, vero?

La magia dell’attuale Novilunio è la creazione di un aspetto di quinconce (aspetto di 150° che porta guarigione) con Saturno retrogrado in Sagittario ed uno di trigono con Nettuno retrogrado in Pesci (120°, esprime l’arrivo di condizioni favorevoli). Traduco: finalmente ci accorgiamo che è possibile seguire un percorso di chiarezza riuscendo a trovare risposte a disagi di lunga data.

Improvvisamente ci rendiamo conto di quanto le passate frustrazioni abbiano avuto un senso nell’averci aiutato a maturare un profondo senso di compassione verso noi stessi, e di conseguenza verso il mondo. Possiamo guarire dal disamore, possiamo superare il senso di impotenza, di inadeguatezza, perché stiamo sempre più portando amore a casa nostra, dentro di noi.

La gioia può diventare lo stato di coscienza di base e non più una risata rara tra tante lamentele.

Soprattutto, come scrivo spesso, possiamo essere grati per ogni singolo respiro che facciamo. Non è una cosa scontata poter respirare bene.

Se sviluppiamo la gratitudine, essa centuplica la sostanza perché la gratitudine richiama l’abbondanza.

Dunque, dico grazie e sorrido al mondo, nonostante tutto.

Fonte:

http://ashtalan.blogspot.it/

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* La buona notizia del venerdì: Cambia il mondo con la meditazione

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Ogni anno in Thailandia succede qualcosa di straordinario con un evento che richiama 1 milione di bambini riuniti in meditazione per la pace nel mondo e per salvare il Pianeta.

L’iniziativa prevede la partecipazione di 5000 scuole che si ritrovano presso il tempio buddhista di Phra Shammakaya grazie al progetto V-Star Change the World. Qui i pensieri di pace dei bambini creano vibrazioni positive e contribuiscono a portare luce nel mondo.

La trasformazione interiore dell’umanità può portare a un cambiamento nel mondo ed è bene che questo tipo di riflessione inizi proprio dai bambini che saranno gli adulti di domani. La meditazione è fondamentale per sbloccare il ostro potenziale e per risvegliare la forza vitale che scorre in ognuno di noi.

La grande meditazione collettiva che riunisce un milione di bambini in Thailandia ricorda all’umanità di rimanere unita e di superare i limiti che la separano in diversi gruppi, a partire dalla religione e dalla nazionalità.

Durante l’evento i bambini meditano e cantano insieme. Si tratta di giovanissimi provenienti sia dalla Thailandia che da altre parti del mondo per dimostrare che una vera unione è possibile per raggiungere un obiettivo che porterà benefici a tutti, come la pace e la salvaguardia del Pianeta.

Una meditazione collettiva così ampia può avere effetto non soltanto su chi vi prende parte ma anche sull’ambiente circostante. Immaginiamo allora l’impatto che la meditazione di 1 milione di bambini riuniti in contemporanea potrebbe avere sul Pianeta in senso positivo. L’ultimo appuntamento si è svolto nel 2015 ed ora il mondo è in attesa di una nuova grande meditazione per il 2016 o il 2017.

I bambini in questa occasione si incontrano per meditare ma anche per uno scambio di racconti e di esperienze su quanto si siano impegnati nel fare del bene nei luoghi in cui vivono, dall’aiutare i genitori in casa all’imparare a risparmiare sulla paghetta.

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La pratica meditativa quotidiana è uno strumento di trasformazione interiore a cui tutti possono avvicinarsi, anche chi ha poco tempo:

Vicino a San Paolo, in Brasile, esiste un asilo che si prende cura dei bambini in difficoltà grazie allo Yoga, alla meditazione e al massaggio infantile. E’ un piccolo paradiso che salva la vita dei bambini poveri. I bambini da 0 a 4 anni qui stanno crescendo circondati dall’affetto e dalle coccole.

‘Namaskar’, ecco il saluto che i bambini accolti in questa struttura hanno imparato e rivolgono agli insegnanti e ai visitatori. Significa ‘ti saluto con la purezza della mia mente e con l’amore del mio cuore’. Lo Yoga per bambini sta facendo miracoli in una delle zone più povere del mondo dove l’infanzia è in costante pericolo.

Pochi giorni fa la pagina Facebook Zoomin TV Italia ha pubblicato un video che sta diventando virale sul web, con più di 6000 condivisioni. Il filmato mostra le attività dell’asilo di San Paolo e la gioia dei bambini accuditi dagli educatori.

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Le attività si svolgono nella Casa dei bambini Ananda Marga di Jardim Peri Alto, una località a nord di San Paolo. I bambini partecipano alle lezioni di Yoga una volta alla settimana. Le lezioni sono accompagnate da storie educative che richiamano il mondo dell’India e che invitano i piccoli ad imitare con le loro posizioni le forme degli alberi, degli animali e di altri personaggi presenti nelle narrazioni.

I bambini più piccoli, di circa 2 anni, che ancora non riescono a praticare le asana dei più grandi, hanno la possibilità di ricevere dei massaggi benefici, rilassanti e curativi, sempre legati alla tradizione indiana, dove il massaggio neonatale favorisce il contatto tra la mamma e il bambino.

Questo spazio ospita circa 110 bambini ed è gestito dall’associazione Amurt Amurtel. Al centro dell’iniziativa troviamo l’educazione neo-umanista, che integra il piano fisico e quello cognitivo. Qui lo Yoga e la meditazione aiutano a creare armonia tra la mente e il corpo e tra i bambini e gli educatori.

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Grazie allo Yoga e alla meditazione i bambini sono incoraggiati ad osservare e ad affrontare le emozioni, a mettersi in rapporto con lo spazio circostante e a diventare consapevoli del proprio corpo, come hanno spiegato i responsabili del progetto alla stampa brasiliana.

L’educazione è olistica e prende in considerazione le necessità di corpo, mente e spirito. Le esperienze motorie dei bambini a partire dai 3 anni vengono arricchite con vari materiali, come palloni, funi, hula hoop e ostacoli.

Il corpo e la mente sono legati in maniera indissolubile, anche se a volte ce ne dimentichiamo. Sono già uniti di per sé e lo Yoga insieme alla meditazione contribuisce a ricordarcelo fin da bambini, come nel caso dell’asilo brasiliano e delle scuole materne, primarie e secondarie che in Italia e nel mondo stanno dando spazio a queste pratiche benefiche.

 

Dice il Vecchio Saggio: ” La Forma corregge il contenuto”

Fonti

http://in5d.com/1-million-children-meditating-for-world-peace-in-thailand/

http://lamenteemeravigliosa.it/insegnare-meditare-bambini/

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* La buona notizia del venerdì: Il concerto di Ludovico Einaudi per salvare l’Artico

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Greenpeace diffonde oggi le spettacolari immagini di Ludovico Einaudi, musicista e compositore di fama mondiale, mentre esegue al pianoforte il suo inedito “Elegy for the Arctic” su una piattaforma galleggiante alla deriva nel Mar Glaciale Artico. La performance dell’artista italiano si è svolta di fronte al ghiacciaio Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard (Norvegia), in sostegno della campagna di Greenpeace a difesa dell’Artico.

Einaudi in passato aveva già suonato in alta quota, nel silenzio della natura delle montagne. Ma di sicuro il freddo non era mai stato così intenso come in questa nuova performance, realizzata in pieno Mar Glaciale Artico, sullo sfondo del ghiacciaio Nordenskiöld (a Svalbard, Norvegia), davanti ad uno dei ghiacciai che piano piano si sta scigliendo per effetto del surriscaldamento climatico.

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Solo per raggiungere la “location” di questa insolita performance, Einaudi ha affrontato un viaggio a bordo della nave di Greenpeace Arctic Sunrise, insieme al suo pianoforte a coda, trasportato nella stiva della nave sin dalla Germania. Il tutto per portare un messaggio “di allarme” in difesa dei ghiacci che si sciolgono, per il surriscaldamento del clima e per effetto dello sfruttamento commerciale sempre più insistente di questa area geografica.

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L’inusuale “concerto” si è tenuto alla vigilia di un’importante riunione dell’OSPAR, la commissione internazionale che vigila sulla conservazione dell’Atlantico nordorientale, che proprio in questi giorni potrebbe decidere di istituire un’area protetta di più di 226 mila chilometri quadrati nelle acque internazionali del Mar Glaciale Artico per un’area grande quanto la Gran Bretagna.

Essere qui è stata una grande esperienza. Ho potuto vedere la purezza e la fragilità di questa zona con i miei occhi e interpretare un brano che ho scritto per essere eseguito sul migliore palco del mondo”, ha detto Einaudi, che ha suonato il brano“Elegia per l’Artico” composto ad hoc per l’occasione. “È importante che capiamo l’importanza della regione artica, arrestare il processo di distruzione e proteggerla”.

La performance è stata organizzata alla vigilia di un summit sulla salvaguardia degli Oceani, che – nelle speranze degli organizzatori – potrebbe garantire la prima area protetta in acque internazionali artiche. “Con la sua musica”, ha scritto Greenpeace sul sito dedicato all’iniziativa, “Einaudi ha aggiunto la sua voce a quella di otto milioni di persone che da tutto il mondo chiedono la salvaguardia dell’Artico”.

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Processo approvazione che, tra l’altro, i governi di Norvegia, Danimarca e Islanda stanno cercando di ostacolare. Eppure, non ci vuole molto a capire che il surriscaldamento di un ecosistema unico come l’Artico si ripercuote per forza sull’intero clima terrestre. Perché giocare coi nostri destini?

Firmate allora anche voi la petizione per salvare l’Artico!

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Musica-per-lArtico-Ludovico-Einaudi-al-piano-fra-i-ghiacci/

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* La Leggenda del Filo Rosso del Destino

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Una leggenda popolare giapponese, originata da una storia cinese, narra che ogni uomo e ogni donna viene al mondo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra (la versione originale cinese narra che il filo è legato alle caviglie); questo filo unisce indissolubilmente due anime gemelle, due amanti, due persone destinate a vivere insieme, non importa la distanza, non importa l’età, la classe sociale o altro, è un filo che lega due anime per sempre.

Questo filo rosso non è visibile, è lunghissimo, indistruttibile e serve a tenere unite le due persone che sono destinate a stare insieme per sempre,il problema è che essendo molto lungo il filo spesso si aggroviglia e crea intrecci strani e nodi che creano difficoltà alle due anime destinate a congiungersi; ogni groviglio che verrà sciolto sarà il superamento di un ostacolo nella relazione, ogni nodo che verrà districato servirà a rafforzare il legame.

運命の赤い糸 Unmei no akai ito ovvero la Leggenda del Filo Rosso del Destino

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Durante la Dinastia Tang (regnante dal 618 d.C. al 907) c’era un tale di nome Wei i cui genitori morirono quand’era ancora molto giovane. Una volta diventato grande desiderava ardentemente sposarsi e avere una famiglia, ma purtroppo, per quanto la cercasse, non riusciva a trovare una moglie.

Mentre era in viaggio, giunse un giorno in una città di nome Song, dove trovò alloggio in una locanda. Lì incontrò uno sconosciuto al quale, chiacchierando, espose le proprie difficoltà. L’altro gli disse che la figlia del governatore della città sarebbe stata un buon partito per lui, e si offerse di parlare con il padre della ragazza. Dopodiché i due decisero di rincontrarsi il mattino dopo di buon’ora davanti al tempio vicino alla locanda.
In preda all’ansia, Wei giunse al tempio prima dell’alba, quando la luna era ancora alta in cielo. Sui gradini del tempio, appoggiato con la schiena a un sacco, sedeva un vecchio, intento a leggere un libro alla luce della luna.
Avvicinandosi e data un’occhiata alle pagine da sopra la spalla del vecchio, Wei si accorse di non poterne leggere neppure una parola.
Allora, incuriosito, gli chiese: “Signore, che libro è quello che stai guardando? Fin da bambino ho studiato parecchie lingue e conosco molte scritture, ma mai in vita mia ho visto un libro simile.”
Il vecchio rispose sorridendo: “E’ un libro proveniente dall’Aldilà”.
“Ma se tu vieni da un altro mondo, che ci fai qua?” chiese Wei.

Prima di rispondere il vecchio si guardò attorno, quindi disse: “Ti sei levato molto presto. Di solito non c’è in giro nessuno, tranne quelli come me. Noi dell’Aldilà, incaricati di occuparci delle faccende umane, dobbiamo andare qua e là tra gli uomini, e spesso lo facciamo nella luce crepuscolare dell’alba”
“E di che ti occupi?”
“Dei matrimoni” replicò l’altro.
Allora Wei gli aprì il suo cuore: “Sono solo al mondo fino dall’infanzia, e da molto tempo avrei voluto sposarmi e avere una famiglia. Per dieci anni ho cercato invano una sposa. Adesso spero di sposare la fanciulla del maresciallo. Dimmi, si realizzerà la mia speranza?”
Il vecchio guardò il libro e rispose: “No. Non è la persona a te destinata. In questo momento quella che sarà tua moglie ha solo tre anni, e la sposerai quando ne avrà diciassette.”
Deluso dall’idea di dover aspettare tanto, Wei notò il sacco cui il vecchio si appoggiava e gli chiese cosa contenesse.
“Filo rosso per legare i piedi di mariti e mogli. Non lo si può vedere, ma una volta che sono legati non li si puo’ più separare. Sono già legati quando nascono, e non conta la distanza che li separa, né l’accordo delle famiglie, né la posizione sociale: prima o poi si uniranno come marito e moglie. Impossibile tagliare il filo. Sicchè, visto che sei già legato alla tua futura moglie, non c’è niente da fare” rispose il vecchio.
E alla nuova domanda di Wei il vecchio replicò che la futura sposa non viveva lontana da lì, e che era la figlia della vecchia Chen, che aveva un banco sul mercato.
“Posso vederla?”
“Se davvero lo desideri, te la mostrerò, ma ricordati che il tuo futuro non cambierà.”
Ormai l’alba era spuntata e, visto che l’uomo che attendeva non si vedeva, Wei tutto eccitato seguì il vecchio al mercato.
Dietro la bancarella di frutta e verdura stava una povera vecchia cieca da un occhio, con una bambinetta al collo di circa tre anni, tutte e due vestivano di stracci.
“Ecco tua moglie” fece il vecchio indicando la piccina, e Wei replicò in preda alla delusione: “E se io la uccidessi?”
“E’ destinata a portare ricchezze, onori e rispetto alla tua famiglia. Qualsiasi cosa tu faccia, non puoi cambiare il destino” e così dicendo il vecchio scomparve.

Profondamente deluso e incollerito con il messaggero dell’oltretomba, Wei lasciò il mercato con intenzioni omicide. Trovato un coltello e resolo affilato come un rasoio, lo diede al suo servo dicendogli: “Hai sempre eseguito i miei ordini. Adesso va’ a uccidere quella bambina, e io ti compenserò con cento pezzi di rame.”
Il giorno dopo il servo, nascosto il coltello nella manica, andò al mercato e, celato tra la folla, si fece strada fino alla vecchia e alla bambina. Di colpo cavò il coltello, colpì la piccola, si voltò e scappò via, confondendosi con la folla strillante in preda al panico.
“Ci sei riuscito?” gli chiese Wei quando il servo si presentò.
“Ho cercato di colpirla al cuore, ma invece l’ho colpita tra gli occhi”
Il ragazzo ricevette il compenso pattuito e Wei, sollevato all’idea di essere libero di sposare chi volesse, continuò la sua solita vita, e col tempo si scordò dell’intera faccenda.

Tuttavia i suoi tentativi di trovare moglie furono vani, e così trascorsero quattordici anni. A quell’epoca lavorava in una località chiamata Shiangzhou, e le cose gli andavano molto bene, tanto che il suo superiore, il governatore locale, gli offrì in moglie la propria figlia. Così finalmente Wei ebbe una moglie bella e di ottima nascita, una diciassettenne che amava moltissimo.
Non appena la vide Wei notò che la ragazza portava sulla fronte una pezzuola che non si toglieva mai, neppure per lavarsi e dormire. Non le chiede nulla, ma la cosa non cessava di incuriosirlo. Poi, parecchi anni dopo, si ricordò all’improvviso del servo e della bambina al mercato, e decise di chiedere alla moglie la ragione della pezzuola.

Piangendo lei gli rispose: “Non sono la figlia del governatore di Shiangzhou, bensì sua nipote. Un tempo mio padre era il governatore di una città di nome Song, e là morì. Ero ancora piccola quando morirono anche mia madre e mio fratello. Allora la mia governante, la signora Chen, ebbe pietà di me e mi prese con sé. Avevo tre anni quando mi porto con sé al mercato, dove un pazzo mi accoltellò. La cicatrice non è scomparsa, e per questo la copro con una pezzuola. Circa sette od otto anni fa, mio zio ritornò dal Sud e mi prese con sé, per poi maritarmi come se fossi stata sua figlia.”
“La signora Chen era per caso cieca da un occhio?” chiese Wei.
E la moglie stupita: “Sì, ma come lo sai?”
“Sono stato io a cercare di ucciderti” spiegò Wei profondamente commosso “Com’è strano il destino!”
Dopodiché raccontò l’intera storia alla moglie, e adesso che entrambi sapevano tutta la verità, si amarono più di prima.
Più tardi nacque loro un figlio che divenne un alto funzionario, e godettero di una vecchiaia felice e onorata.

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Tratto dal libro “Dei, Draghi e Eroi della Mitologia Cinese” di Tao Tao Liu Sanders – Arnoldo Mondatori Editore