un augurio di pace, serenità e cioccolata!
Non solo per oggi, ma da oggi in poi!!!
Love Laurin42
foto di Laurin
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
Love Laurin42
foto di Laurin
L’immagine di una madre cicogna nel nido con i suoi due pulcini in Ucraina è diventata per qualche motivo il “simbolo di speranza” del paese.
Fotografato alla periferia di Kiev, il nuovo nido è stato trovato dopo l’invasione durata mesi che ha interrotto il loro accoppiamento annuale.
Le cicogne sono considerate “uccelli sacri” in Ucraina, dove nidificano ogni primavera dopo aver trascorso l’inverno in Africa. Il 16% delle 224.000 cicogne che raggiungono l’Europa ogni anno hanno nidificano in Ucraina e vi allevano i pulcini fino alla fine dell’estate.
Secondo Good News Network, le cicogne che sono tornate a nidificare in Ucraina hanno portato una luce di speranza nel paese in questa tragedia della guerra: “il nostro uccello nazionale, torna per una primavera che non ha eguali”.
Dopo l’invasione russa le cicogne in Ucraina erano state costrette ad abbandonare i loro piccoli e persino a nidificare altrove, secondo il World Time Todays.
Ora i beneauguranti uccelli si sono stabiliti tra le rovine del villaggio di Moshchun, a 10 miglia da Kiev. Non ci si poteva credere che le cicogne fossero tornate e avessero ritrovato il loro solito luogo di nidificazione, dopo che le truppe russe avevano lasciato il villaggio.
Oltre ad essere messaggeri dell’arrivo della primavera, le cicogne sono anche viste come un simbolo secolare di fertilità e simboleggiano “un grande raccolto, così come la felicità familiare, la procreazione, la cessazione dei conflitti e l’amore per la patria”, ha detto Oleg Dudkin, direttore della Società ucraina per la protezione degli uccelli, che ha catturato la fotografia delle cicogne che hanno nidificato proprio in questo periodo.
“È non solo la devozione di una madre per i suoi piccoli, ma anche il grande amore e la devozione degli ucraini alla loro madrepatria e la disponibilità a non andarsene”, ha aggiunto.
“Le cicogne saranno sempre uccelli sacri per gli ucraini, rafforzando la speranza per la pace e l’inevitabile vittoria della primavera sull’inverno e del bene sul male”.
L’ornitologo Oleksandr Ruchko ha organizzato tour di birdwatching nei parchi di Leopoli con i rifugiati giunti qui dalle città dell’Ucraina, tra cui Kiev e Kharkiv.
Molte di queste persone hanno perso la casa e la famiglia. Per loro l’attività di osservare gli uccelli è diventata un modo per ritrovare fiducia anche se durante la guerra l’uso di binocoli o telescopi poteva destare sospetti. “Nessuno vuole sembrare una spia”, ha raccontato Ruchko, “ma a volte non bastano orecchie e occhi”.
“Nel vicino villaggio nei dintorni di Kharkiv. abbiamo visto un gruppetto sopra di noi un gruppo di stercorari, pavoncelle e folaghe che scivolavano nel cielo senza alcun problema . Sembravano tranquilli e sicuri di sé stessi. L’area è un oasi di pace per ogni specie. Anche per le cicogne perchè al largo del fiume Dniesterer le sponde sono paludose e i piccoli stagni offrono il cibo al riparo dei pericoli.”, riporta The Guardian.
Per gli Ucraini il ritorno delle cicogne è un segno che la primavera è arrivata, e potrebbe portare presto anche la pace. Non conoscendo confini, l’uccello che vola è simbolo di libertà.
“E siamo tutti felici che siano tornati sani e salvi, dandoci speranza in tempi migliori”.

La Flower Power Generation degli anni settanta si è trasformata nella guerriglia urbana della Guerrilla Gardening, un movimento che punta ad abbellire le aree urbane dimenticate con fiori, piante ed alberelli tutto di nascosto dalle autorità, tutto senza farsi beccare dai proprietari dei cantieri abbandonati dove andranno a crescere fiori e prati.
Ma per diventare un vero combattente servono delle bombe, ma delle bombe che non distruggono la vita anzi che la creano, ecco perché voglio insegnarvi a fare le Bombe di semi per poter bombardare le rotonde, gli angoli nascosti della città, i giardini, le aiuole intorno agli alberi… insomma ovunque ci sia un pezzetto di terra incolto dove far crescere dei fiori.
Per prima cosa procuriamoci il materiale:
• Argilla in polvere
• Terriccio ricco
• Mix di semi di fiori, quelli che preferite, meglio se della stessa dimensione
• Una ciotola
• Dell’acqua
• Un mattarello e un piano di lavoro dove stendere la terra
Seguendo questa regola: 1 parte semi, 3 parte terriccio e 5 parti di argilla, prepariamo la miscela nella ciotola, cioè per un cucchiaio di semi mettiamo un cucchiaio di terriccio e 5 di argilla.
Quando avete mescolato bene gli ingredienti aggiungere un po’ d’acqua… pochissima per volta, a gocce direi, fino a quando il composto non diventa morbido tipo la plastilina. Potete anche usare uno spruzzino per regolare meglio l’acqua, ma se ne mettete troppa non preoccupatevi, lasciate asciugare il tutto fino a quando non riavrete la consistenza desiderata.
Impastate bene anche con le mani e fatene una palla, posizionate sul piano di lavoro e stendete col mattarello come se doveste fare la pasta, lasciandola però di mezzo centimetro di spessore. Ora tagliate la “pasta” di terra formando dei quadratini di due centimetri di lato, più o meno e con ognuno di essi formate delle palline che andrete a sistemare su un vassoio e lascerete seccare al sole per qualche giorno.
Su sito di Guerrilla Gardener si può trovare questo altro metodo, ma sostanzialmente il risultato non cambia.
Ora prendete le vostre bombe e andate a bombardare la vostra città!!!!
Un consiglio? se ci riuscite sarebbe meglio cercare di bombardare di sera, in modo che l’umidità della notte faccia penetrare i semi nella terra, e se per caso ci riuscite tornate il giorno dopo ad annaffiare ?
E ora seguiamo il consiglio del “poeta di strada” Ivan: “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, noi gettiamo semi e facciamo fiorire la città!
Lo sapevate che negli Stati Uniti dove un gruppo di giovani creativi ha disseminato in giro per la città di Los Angeles delle macchinette distributrici di palline di argilla contenenti semi di vari fiori.
L’’iniziativa si chiama “Change for Change” , cambia per cambiare! Che idea!
Guerrilla Gardening per salvare le città con fiori e piante | Wise Society
In Europa siamo divisi dalle diverse lingue e “uniti” da una moneta unica che dipende dal “feo tiranno” come lo chiamava Bruno.
È il tempo lineare “unico”, la base del debito crescente… Esiste davvero il “feo tiranno”? In natura non esiste; lo ha inventato una “conoscenza” che ignora il ruolo cruciale della coscienza, “conoscenza” che per paradosso, dipende dalla coscienza.
La coscienza è fatta di emozioni e sensazioni che uniscono i popoli nel crescente bisogno di un rinnovamento pacifico e profondo. Non serve un “nuovo paradigma” come dicono alcuni. Basta riconoscere i modi di comunicare della Natura Organica: sono movimenti e bisogni che gli esseri umani possono soddisfare con la coscienza della propria immortalità. Ci sono infatti crescenti indizi che l’universo osservato sia un ologramma e che lo sia anche il corpo fisico dell’essere umano.
La vera identità, la COSCIENZA, è la VITA, la FORZA che anima il corpo, ma non è una proprietà del corpo.
“Morire è come spogliarsi di un abito” afferma Giordano Bruno.
“La morte è un dissolversi dei vincoli tra il corpo fisico, composto di atomi, e il corpo diafano e sostanziale, composto di vera LUCE…”
È il vero Sé, l’Autore che non si vede. Chi Lo cerca però Lo sente come coscienza, essenziale per dare realtà alla… “realtà”.
Quale realtà? Finalmente quella che vogliamo e non più quella in preda alla follia che vediamo.
“Credere solo a ciò che è visibile nello spazio e nel tempo è stupidità manifesta” dice Bruno che spesso usa la poesia per esprimere la Magia Naturale connessa a tutte le cose, corpi e cervelli umani inclusi. Questi comunicano e operano secondo canoni perenni che hanno espresso bellezza, saggezza e armonia nel corso di tutta la storia, i canoni della REALTA’ REALE – l’Infinito Universo – che comprende infiniti mondi intelligenti e non è l’ologramma osservato da occhi, telescopi e sonde spaziali.
Musica e Canto sono un tributo a Giordano Bruno e un contributo utile alla sfida del “feo tiranno” – il tempo lineare unico – senza lotte o sterili manifestazioni. La consapevolezza di essere immersi in una realtà virtuale – una matrix – oggi si può coniugare con la coscienza di sempre, espressa da tutti i grandi saggi della storia.
L’umanità cosciente della propria immortalità può testimoniare che il “tiranno” non esiste affatto e liberarsi con gioia, trasparenza e felicità da un inganno millenario del quale siamo in fondo tutti responsabili.
Un VENTO possente oggi soffia sulla superficie della terra e spinge le menti umane oltre le loro vecchie frontiere. Molti Lo sentono e sentono anche che “non c’è nazione, non c’è nessuno da uccidere e per cui morire, non c’è religione”, come cantava John Lennon.
Il VENTO è la coscienza – etica naturale – di cui i media non parlano ed è molto più diffusa della corruzione e della criminalità di cui invece parlano. La coscienza è legata alla volontà di realizzare il sogno, un mondo senza confini né limiti. Pure quelli delle risorse sono falsi, dovuti al credo nel “feo tiranno”.
La scienza riconosce le immani energie contenute nel “vuoto” che permea ogni corpo, ma… non le sa usare. L’umanità le ha sempre manifestate nell’arte, nella musica, nell’amore.
La volontà di contribuire a un’era di prosperità, si esprime in pratica e nei fatti in quel VENTO di rinnovamento che travolge tutti i limiti, svelando la loro falsità.
Roma – la caput mundi che ha coltivato il motto antico “divide et impera” –
può essere il rovescio di ciò che ha finora rappresentato.
ROMA può divenire AMOR e comunicare con il linguaggio universale: la MUSICA.
Oh AMORE, che mi fa discernere la verità superiore,
apre le porte di diamante e nere,
consente al mio vero Sé di penetrare i miei occhi;
Egli è nato per vedere, vivere e sostenere, Egli ha regno eterno.
L’AMORE mostra quanto di paradiso e di inferno
c’è sulla Terra; rende le immagini apparenti reali,
raccoglie le forze e, puntando dritto come una freccia,
ferisce e riempie il cuore, svelando il vero Sé …
Causa, Uno e Principio eterno da cui l’Essere,
la Vita infinita e tutti i Moti dipendono,
l’AMORE è diffuso ovunque, ha lunghezza, larghezza
e profondità come dicono, è in terra e in cielo…
Giordano Bruno
(una parte del poema di Bruno dedicato all’Amore, inserito nei suoi libri,De la Causa, Principio et Uno e Gli Eroici Furori)
L’eresia di Giordano Bruno riguarda la Coscienza dell’Uomo,
la Sua infinita potenza, schiava di un potere
che approfitta del Suo oblio e della Sua credulità
negli idoli falsi: dio , denaro, debito.
Giuliana Conforto ” L’Eresia di Giordano Bruno” Noesis Edizioni
Jane Webb Loudon era nata nel 1807 a Birmingham in una famiglia benestante.
Perse entrambi i genitori nell’adolescenza e aveva vent’anni quando pubblicò “La Mummia”, il primo dei suoi racconti di fantascienza, probabilmente ispirato a “Frankenstein” di Mary Shelley, del 1818.
In esso, Jane ha descritto la resurrezione della mummia del faraone Cheope nel 22° secolo. Il faraone risorto viaggia in mongolfiera dall’Egitto all’Inghilterra e interferisce negli affari politici del paese. Oltre ai progressi sociali, anche le nuove scoperte tecnologiche facilitano la vita nel romanzo. Per esempio, le lettere sono consegnate da palle di cannone e in agricoltura, un aratro a vapore facilita il lavoro.
Il libro, ambientato nel XXII secolo, fu molto apprezzato da John Loudon, botanico esperto di giardinaggio, che lo recensì sul “Gardener’s Magazine”.
Quando i due si incontrarono, lui si meravigliò che fosse stata una donna a scrivere quel libro, si innamorarono, dopo pochi mesi si sposarono e ebbero una figlia. Jane scoprì allora nuovi interessi: aiutava il marito nei lavori in giardino e collaborava con lui alla stesura dei suoi libri. La botanica era per lei una materia sconosciuta, ma vi si applicò con passione e imparò i fondamentali molto velocemente.
Assistendo il marito nella realizzazione dell’ “Enciclopedia del Giardinaggio”, si rese conto che la maggior parte dei libri sull’argomento all’epoca, con i loro molti termini tecnici, erano difficilmente comprensibili ai profani, e quindi a quel tempo soprattutto alle donne. Decise allora di scrivere libri di botanica di taglio divulgativo, con un linguaggio accessibile a tutti.
Dopo “Gardening for Ladies and Companion to the Flower Garden” (1840), il suo “Botany for Ladies” (1842) ebbe un grande successo e vendette oltre 200mila copie. È a questa pubblicazione che in quegli stessi anni iniziò per la prima volta a diffondersi la passione per il giardinaggio tra le donne dell’alta società.
Seguirono altri libri, tutte opere standard di giardinaggio vittoriano.
I libri di Jane hanno ispirato le donne di tutto il paese, e il giardinaggio è diventato un hobby importante. Oltre ad acquisire le conoscenze tecniche, Jane si era formata come autodidatta come pittrice di piante e illustrava lei stessa i suoi libri . I suoi disegni di bouquet di fiori erano spesso copiati e adornavano vassoi, tavoli e paralumi.
John Loudon morì nel 1843 lasciando moglie e figlia in ristrettezze economiche. Jane poteva contare solo sul suo lavoro. Nel 1849 diresse la rivista “The Ladies’ Companion at Home and Abroad” e continuò a pubblicare altri saggi di botanica sempre illustrati da lei stessa.
I suoi lavori hanno insegnato alle donne come creare giardini armoniosi, ad occuparsi personalmente della scelta delle piante e della loro salute, in un periodo in cui questa attività non era loro autorizzata.
E non solo ad occupare il loro tempo in modo creativo ma a realizzarsi in un ambito riservato solo agli uomini.
Morì nel 1858, poco prima di compiere 52 anni. I suoi libri hanno reso il giardinaggio un hobby alla portata di tutti e tutte le inglesi e non solo.
Le opere di Jane Webb Loudon con le loro illustrazioni botaniche sono ancora oggi molto apprezzate. La National Art Library di Londra ospita molte delle sue opere.
© Meisterdrucke
Lui è Mirko.
Nasce a Copertino, in Puglia, nel 2001.
Ha 9 anni, mette un piede in classe, si blocca, tende l’orecchio. Qualcuno in corridoio si sta facendo delle gran risate. Mirko è curioso, fa dietrofront, si avvicina al gruppetto disposto in cerchio. Hey, fate ridere anche me! Al centro c’è un bambino, è immobile, lo sguardo basso, le lacrime sulle guance. Mirko non fa in tempo ad aprire bocca che uno del gruppo si fionda sul piccolo e gli tira giù i pantaloni. Il suo pianto è coperto dagli sghignazzi del branco. Mirko li sente rimbombare nelle orecchie, il suo cuore prende a battere forte, il respiro aumenta. Stringe i pugni, si butta nel mucchio e aiuta il compagno a rivestirsi. Poi affronta gli altri a muso duro. Non azzardatevi mai più a fare una cosa simile! Quelli lo guardano increduli, qualcuno alza le spalle, qualcun altro se la svigna. Solo uno di loro resta dov’è. Mirko si fa avanti, sono faccia a faccia. Quello non regge, abbassa lo sguardo, sussurra. Mi dispiace. Mirko vorrebbe dirgliene tante, invece fa solo una cosa, lo abbraccia. Va bene così, è meglio così. Nei giorni successi, lo incontra nei corridoi. Il bambino agita la mano, gli sorride. Mirko ricambia, è contento.
Il tempo passa. Mirko ha 14 anni, guarda la televisione, sta bevendo. L’acqua gli va di traverso. Raccontano di una ragazza che ha tentato il suicidio perché veniva presa regolarmente di mira dai compagni. La sua mente torna subito dentro la sua vecchia scuola, in quel corridoio. La rabbia, il petto che scoppia, le mani che prudono. Quelle emozioni combattono, si scontrano, si mischiano, alla fine ne esce un sorriso.
Chiaro, luminoso, pieno di speranza. Il giorno dopo, Mirko condivide i suoi pensieri con i compagni. Parlano, si confrontano, tutti insieme sono d’accordo. Basta voltarsi dall’altra parte, bisogna fare qualcosa.
Oggi Mirko ha 20 anni, ha fondato con gli amici un’associazione (Mabasta – Movimento Anti Bullismo e Cyberbullismo) che vuole prevenire il bullismo.
Gira le scuole di tutta Italia, tende una mano alle vittime, ma anche ai carnefici.
Ha vinto anche un premio.
Il 14 ottobre 2021 Mirko è risultato nella Top 10 del “Global Student Prize” (premio “Nobel” degli studenti), come uno dei 10 studenti più impattanti al mondo.
GlobalStudentPrize Chegg Inc. Varkey Foundation:
MABASTA – Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti
VISION
GIOVANI + SERENI = GIOVANI + FELICI
GIOVANI + FELICI = GIOVANI MIGLIORI
GIOVANI MIGLIORI = MONDO MIGLIORE
Fonte:
Agnesewanda decarlo
Leggi anche:
La Luna Piena in Leone è portatrice di nuove idee , scelte coraggiose e sviluppi speciali.
La Luna piena del 5 febbraio 2023 è nel segno del Leone!
I due giorni precedenti la Luna Piena possono sfidare la prospettiva della realtà ordinaria, e sono ideali per liberare emozioni ed energie represse. La funzione è quella di bilanciare le posizioni del Sole e della Luna, che in questo caso comportano l’integrazione tra la coscienza individuale e quella di gruppo.
Durante la Luna Piena l’energia raggiunge il suo apice, rendendoci ricettivi all’espressione diretta e ad azioni talvolta impellenti. Questo è uno dei motivi per cui la Luna Piena è ideale per partecipare a rituali, eventi o pratiche in cui è possibile dare spazio alle proprie emozioni in condizioni di sicurezza e protezione.
La Luna Piena è un periodo vibrante e stimolante, che rivela le dinamiche nascoste dell’interazione tra le polarità. L’energia viaggia al massimo durante questi giorni, stimolando l’intero corpo fisico e i suoi riflessi multidimensionali.
Il ciclo lunare, iniziato con la Luna Nuova , raggiunge il culmine con la Luna Piena. Il segno in cui la Luna si trovava durante la Luna Nuova, che in questo caso è l’Acquario, definisce l’intento di base. Quindi, il ciclo lunare acquariano presenta temi come: libertà, indipendenza, comunità, inventiva, amicizia, innovazione, cambiamento, sinergia…
II segno del Leone rappresenta il Re forte e coraggioso che esprime se stesso e la propria unicità: vuole che ci sentiamo legittimati ad essere noi stessi, che ci esprimiamo liberamente e che condividiamo noi stessi con il mondo., lasciando andare la personalità, demolendo il castello di illusioni che abbiamo costruito nel tempo e dando spazio alla nostra essenza affinché possa esprimersi in totale libertà. Lasciandola libera ci fonderemo con il tutto, sentiremo la connessione con altre anime, il legame con tutte le forme di vita.
La Luna è opposta a Sole in Acquario: l’asse Leone-Acquario mette a confronto l’individualità con il collettivo, ricordandoci che sì siamo tutti uguali (Acquario) ma che nessuno è uguale all’altro (Leone), quindi ci chiede di esprimere la nostra identità e unicità davanti agli altri.
E la Luna si trova sola in una metà dello zodiaco, mentre tutti gli altri pianeti si trovano nella metà opposta, come se il cielo in questo momento ci stesse dicendo che non è importante ciò che facciamo ma ciò che sentiamo, ricordandoci di abitare le nostre emozioni profonde, di lasciar esprimere il sentire profondo, della nostra anima.
Come entrare in connessione con la nostra anima? Evitando le attività mentali e dando priorità a quelle che invece ci fanno portare l’attenzione sul sentire.
Perché proprio come il ruggito del leone, questa luna ci chiede di essere coraggiosi nel mettere noi stessi, il nostro lavoro, le nostre relazioni e le nostre passioni sotto i riflettori. Ci chiede di celebrare chi siamo, chi e cosa amiamo, e perché.
Lasciamo che la Luna illumini la nostra strada, facendoci vedere quali sono le strade da seguire e quelle da abbandonare, perché ci farà vedere chiaramente dove dobbiamo concentrarci se vogliamo crescere ulteriormente, anche se magari sarà in un modo del tutto inaspettato.
In una Luna Piena, ciò che è stato concepito con la Luna Nuova, richiede di essere manifestato o espresso. Quindi è molto utile rivedere le nostre intuizioni e visioni di due settimane fa, durante la Luna Nuova.
Le energie di Acquario e Leone combinate in questa Luna Piena gettano luce sulla nostra coscienza globale e su come la nostra identità e i relativi doni si integrano con il collettivo. La focalizzazione è su come creare un ponte tra il sociale e il personale.
L’esatta posizione del Sole e della Luna ( nella propria carta natale può indicare la natura delle dinamiche della Luna Piena. Ci si può attendere sviluppi originali, imprevedibili o significativi in quelle aree, ma anche silenzio…
“Quelli che amano il silenzio trovino altra gente che ama il silenzio e creino silenzio e pace gli uni per gli altri.” (Thomas Merton, Sole in Acquario, Luna in Leone)
L’energia della Luna Piena ci confronta inevitabilmente con il tema delle relazioni e tutto quanto è inconscio in quella sfera. Non è possibile fare a meno di avere relazioni, non importa se crediamo di essere in una relazione o meno. Voler “essere in una relazione” è un’intenzione assurda, perché siamo sempre in qualche relazione. Quel che conta allora è diventare coscienti della natura delle relazioni che abbiamo già e svilupparle al meglio.
Se riconosco le relazioni in cui mi trovo già e decido di guarirle e lavorare su di esse, allora, se necessario ed onorevole, potrò passare a nuove relazioni o le stesse vecchie relazioni potranno trasformarsi e diventare nuove relazioni.
La Luna Piena in Leone si allinea con un cambio di paradigma che permette potenzialmente di percepire cosa accade oltre il velo della realtà ordinaria.
Il Leone ci insegna che tutto è possibile e ci invita a non dubitare mai di noi e del nostro sentire, spronandoci ad ascoltare il nostro cuore e ad andare con fiducia verso i nostri sogni e desideri; ci aiuta a riconnetterci al nostro centro irradiante, alla nostra fonte originaria dell’energia e della creatività, e a trovare il coraggio di mostrarci nella nostra unicità, tirando fuori ciò che siamo in verità.
Quindi che il nostro sole interiore possa realizzarsi ed esprimersi pienamente e in modo autentico!
Il Cielo Astrologico mette a nostra disposizione un progetto, il cui scopo è quello di aprire il Chakra del Cuore e attivare il Centro dell’Essere.
Cosa farne, come usarlo, dove posizionarci rispetto ad esso, è lasciato alla nostra individuale discrezione e stato di coscienza.
Questo è il momento di esprimere il nostro potenziale creativo e artistico e comunicare ciò che ci dona passione, le visioni, ideali, non importa quanto esse siano alternative, liberare energie stagnanti e blocchi, fare un salto quantico nella visione del futuro,, affrontare ciò che si ha a lungo rimandato, sfidando le paure e seguendo il cuore.
E’ il momento mettere in primo piano ciò che si è, sentendosi liberi di essere se stessi
Ricordiamoci che le nostre risorse sono infinite e che tutto è possibile !
Il primo passo non è il riciclo ma il dono !
Il primo passo non è il riciclo, ma il dono. Gratuito, senza contropartite, a beneficio di chi non ha la stessa nostra fortuna di dare e ricevere doni durante le vacanze di Natale, e non solo. Ma in ogni caso, guai a sprecare i regali di Natale, che spesso finiscono in qualche cassetto e tra i tanti oggetti che abbiamo e non utilizziamo: in America è stato calcolato, per esempio, che sotto l’albero, ogni anno, riceviamo e diamo 35 miliardi di dollari di regali sgraditi. E dunque a fortissimo rischio spreco.
Secondo una ricerca realizzata da Coldiretti/Ixe, quasi un italiano su quattro ricicla i regali di Natale indesiderati. La maggioranza li regala a parenti ed amici ai quali possono tornare utili. Una buona percentuale, circa il 30 per cento, li riporta nel punto vendita in cui sono stati acquistati per effettuare un cambio o richiedere un buono mentre il 29 per cento degli italiani li rivende su Internet. Un ottimo modo quest’ultimo, per trasformare i regali non graditi in una fonte di guadagno e un’ottima occasione per i compratori, per accaparrarsi articoli nuovi a prezzi decisamente interessanti.
Una moda e un fenomeno, il Regifting, in forte crescita nel nostro Paese e una tendenza accelerata dalla sempre maggiore diffusione di smartphone e tablet grazie ai quali è possibile mostrare il prodotto da rivendere ad un numero molto ampio di persone. Senza contare la possibilità di esporre l’oggetto sui portali specializzati in specifici prodotti o servizi, affinando ancora di più la ricerca dei potenziali acquirenti.
Ecco allora tanti consigli utili per combattere l’affanno dei regali sgraditi (o sbagliati):
In alternativa, ecco alcuni consigli utili per rivendere i regali di Natale su internet:
Fonte: nonsprecare.it

Stasera mari e cieli e mari e cieli e ancora mari e ancora cieli ….infiniti ci aspettano ricchi di possibilità!
foto di Laurin
Prima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!
Seconda versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!
Terza versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!
Quarta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
che regala ai bimbi buoni
Quinta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!
Sesta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
se ne compra un altro paio
con la penna e il calamaio.
Settima versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?
Ottava versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.
Nona versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.
Decima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi qua!!!”
Undicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la gerla sulle spalle
e le calze rosse e gialle.
Dodicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
s’è scucita la sottana:
viva, viva la Befana!
Tredicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il cappello alla tramontana,
viva, viva la Befana!
Quattordicesima versione
Befana Befana
che stai nella tana
vestita di rosa
portaci qualche cosa!
Quindicesima versione
Befana Befana
con le scarpe tutte rotte,
col vestito da Furlana
viva, viva la Befana!
e allora
Viva Viva la Befana..
illustrazione di : https://www.facebook.com/giuseppinabrunoscrittrice
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
Ricerca e filosofia energetica
Se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie.
Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere
cronache dal mondo di un Mulino della Liguria di Ponente
Food,coffe and books
...prima vivo poi faccio tutto il resto (Meg)
Self Editor
The latest news on WordPress.com and the WordPress community.
banzai43 Il mondo a modo mio
carpe diem
SOCIALBLOG DEDICATO ALL'AMBIENTE
Metamorphosis forever!
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
"Quando doni qualcosa dona la parte migliore di te stesso"
"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen
Nell'Universo sono Infiniti Mondi simili a questo (Bruno)
ᙖY ᒪᗩᙀᖇᗩ
Me and my pixel dolls, fashion and other on Sinespace
Just another WordPress.com weblog