Categoria: stare bene
Buon Natale! Natale Buono!
Qualcuno mi ha detto che
fare gli auguri di buon natale è banale …
è ovvio che il natale è buono…
beh!…
io li voglio fare lo stesso
tanti di tutti i gusti e di tutti i colori
AUGURI
BUON NATALE
AUGURI
21 dicembre 2025 ! E’ il Solstizio di inverno!la notte più lunga dell’anno! Per apprezzare gli obbiettivi raggiunti e progettare i semi del futuro!

Ecco!
E’ la notte più lunga dell’anno!
La notte porta consiglio e la Luce già fa capolino.
Come sempre!
Mi basterà per recapitolare questo anno così intenso...
In un amorevole turbinio di sogni avverati, cambiamenti inaspettati, scelte impensate, ho messo in moto tutta l’armonia che volevo raggiungere in me e intorno a me…
Tutto uguale e tutto diverso amplificato dall’amore che è stata la guida fondamentale.
Benvenuto inverno che sarà la culla dei miei nuovi progetti..
La Luce ancora piccola ma già abbastanza per farmi veder più chiaro!
Già immagino il mio nuovo percorso illuminato!
Già sento nel mio cuore accendersi l’entusiasmo !
Già la voglia di volare verso nuove avventure!
Come farò a farlo?
Come sempre!
Sceglierò la via dell’Amore!
Per me stessa e per la Vita!
Come sempre!
Buon inizio nel Solstizio di Inverno 2025!
Happy Yule! Buona Luce!
Love Laurin
(Foto di Laurin)
Lucia, portatrice di Luce, colei che libera dal velo dell’illusione
Il 13 dicembre la religione cristiana celebra Santa Lucia, una festivita’ particolarmente sentita nel nord Europa, specie in Svezia, anche se con diversi significati e Lucia ha origini siciliane.
La tradizione cristiana si inserisce su culti preesistenti e rituali legati al culto della terra e a quello del sole, su un calendario che ha subito molte traversie fino ad arrivare ai giorni nostri.
Prima della modifica del calendario da parte di Papa Gregorio XIII, nel 1582, il 13 dicembre era considerato il giorno piu’ corto con la notte piu’ lunga dell’anno ed era celebrato come il solstizio d’inverno.
L’assenza di luce perche’ in questo periodo dell’anno il sole tramonta prima, l’assopimento della natura, la caduta delle foglie e l’inasprimento del clima dominato dal freddo, tutto richiamava il concetto della fine della vita e quindi, nelle culture antiche legate all’agricoltura e ai cicli della natura, la paura della morte.
I sacerdoti depositari dei saperi astronomici sapevano anche che da quel giorno in poi le giornate si sarebbero allungate e che, nonostante il rigore della stagione invernale, sotto la neve, i semi stavano preparandosi alla prossima rinascita mentre alberi come l’abete e piante sempreverdi come il vischio e l’agrifoglio potevano significare la capacita’ di resistere alle intemperie e la vitalita’ della natura.
Cosi’ furono istituite celebrazioni che coinvolgevano tutta la comunita’ per assicurarsi il ritorno del sole, per celebrare la luce, per ingraziarsi la natura e fugare ogni timore delle tenebre.
In questo contesto si colloca la festa , alla quale il cristianesimo ha voluto assegnare la celebrazione del sacrificio di una giovane cristiana vissuta nel V secolo e farla santa.
Gia’ il suo nome, che deriva dal latino lux traducibile con luce, e’ un richiamo fortissimo alle antiche usanze di offrire una giornata di riti e festivita’ per scongiurare l’espansione delle tenebre e del buio.
Lucia viene raffigurata spesso come una giovane fanciulla, con una corona di candele, specie nell’iconografia nordica.
Gli occhi sono un simbolo molto importante, dunque perche’ indicano la capacita’ di vedere, di sapersi orientare e sono un richiamo spirituale alla saldezza e all’illuminazione.
Per i nativi americani attraverso l’occhio si puo’ catturare l’anima di una persona, per questo non guardano mai direttamente nell’obiettivo delle macchine fotografiche.
Per gli indu’ il terzo occhio e’ il simbolo di Shiva, che tutto distrugge, che tutto purifica, l’occhio dell’onniscenza capace di vedere oltre la manifestazione della realta’ percepita.
Anche nel buddismo la raffigurazione degli occhi del Buddha rappresenta la sua onniscienza, di solito sono dipinti sulle quattro pareti esterne degli stupa.
Per gli egiziani era l’occhio all’origine del mondo e anche il dio Ra ha un occhio sulla fronte, perche’ grazie all’organo della vista la realta’ diventa possibile e si percepisce; cosi’ come Platone definisce l’occhio il simbolo dell’anima e della visione interiore.
Su questo concetto si basa anche la tradizione della chiaroveggenza collegata spesso con la cecita’ fisica, per esempio il dio Odino rinuncia ad un occhio per bere alla fonte di Mimir e acquisire quindi la conoscenza, la stessa sorte che tocca ad Omero, cieco poeta, ha il dono di raccontare le storie e le leggende degli eroi greci e delle loro divinita’ ma solo perche’ guidato dalla luce interiore.
Nella tradizione mitologica greca, per non essere trasformati in una statua di sale non si doveva guardare Medusa negli occhi, e un episodio nella Bibbia riporta lo stesso ammonimento, la moglie di Lot durante la fuga, si gira a guardare la distruzione di Sodoma e Gomorra contravvenendo ad un ordine divino e all’istante si tramuta in una statua di sale.
Gli antichi popoli nordici consideravano la notte fra il 12 e il 13 dicembre l’inizio del mese di Yule, prima del Solstizio di Inverno il 21 Dicembre.
“ In nord Europa è tradizione che la primogenita si svegli all’alba in questa mattina di festa pre-yule a preparare la colazione per la famiglia che servirà in tunica bianca e/o adornando il capo (simbolo di luce). In diverse rappresentazioni la troviamo infatti con un copricapo su cui posano candele, solitamente 7. “
E se saltiamodi storia in storia, di leggenda in leggenda, di celebrazione in celebrazione …di credenza in credenza …
Lucia, la portratrice di Luce , ci illumina il prossimo cammino costellato dalle nostre scelte, dai nostri propositi, che percorreremo con entusiasmo, passione, amore , felice curiosità …E vedendoci più chiaro !
Che la Luce sta arrivando!
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Alberi di Natale in affitto per salvare il Pianeta
Quando ero piccola era l’abitudine l’albero di Natale “vero”!
Impossibile dimenticare quel profumo di resina come un respiro del bosco… e le palline colorate si riempivano di rugiada per il calore dei termosifoni…io lo consideravo un ospite per le feste …( e mi avvicinavo spesso per sentire le storie dei folletti che certamente vivono nei nei boschi…)
Ti sembra possibile affittare un albero di Natale che può essere tuo anche l’anno prossimo o per sempre? E così collabori a rispettare la Natura? Succede a Londra !
Ecco l’opportunità di noleggiare un albero di Natale sostenibile coltivato in vaso.
London Christmas Tree Rental è stata fondata nel 2018 da Jonathan Mearns e Catherine Loveless.
Tutto è iniziato quando ,camminando per le strade di Londra a gennaio e notando la quantità di alberi di Natale buttati nella spazzatura, che Jonathan ha deciso che era abbastanza.
Con 7 milioni di alberi che vanno in discarica ogni anno per il gusto di 3 settimane di piacere, ci deve essere un modo migliore per fare gli alberi di Natale.
Così è nato London Christmas Tree Rental, offrendo la possibilità di affittare lo stesso albero anno dopo anno.
Gli alberi che si affittano sono abeti rossi norvegesi. Anche se attualmente l’abete di Nordmann è il tipo più popolare, se vuoi un albero coltivato in vaso che sia in grado di sostenere la crescita più alto di 60 cm, allora l’abete rosso norvegese è il migliore, semplicemente perché la palla di radice di Nordmann diventa troppo grande per essere coltivata con successo. L’abete rosso è l’albero tradizionale che puoi trovare a Trafalgar Square, ha una ricca fragranza di conifere che caratterizza il Natale.
Come funziona:
AFFITTO
Ordina un albero online e poi a dicembre ritiralo da uno dei centri indicati. Si può dare un nome all’albero in modo che diventi parte della famiglia!
Anche i grandi alberi da vaso possono essere affittati. Gli alberi vanno da un metro a tre metri e sono della varietà di abete rosso norvegese. Questo è il miglior tipo di albero per garantire la longevità poiché la zolla non diventa troppo grande per il vaso. Gli alberi possono essere consegnati a casa o ritirati nei centri convenzionati
ACQUA
Il tuo albero avrà bisogno di circa mezzo litro d’acqua al giorno (viene fornito con un piattino). Sopravviverà meglio se posto lontano da fonti di calore.
Una volta affittato e nella tua casa, devi annaffiarlo tutti i giorni.
RESTITUZIONE
Restituisci l’albero allo stesso centro da cui l’hai preso e lo riporteremo alla fattoria, dove vivrà per un altro anno. È possibile avere lo stesso albero l’anno dopo, basta compilare l’etichetta con il nome al momento della restituzione.
Dopo il Natale il tuo albero tornerà alla fattoria speciale dove sarà curato con cura durante tutto l’anno e potrà tornare da te il Natale successivo.
” Attualmente è tutto esaurito per il 2025, tuttavia stiamo rivedendo i nostri livelli di scorte per vedere se possiamo rilasciare più alberi .
Quest’anno, al fine di ridurre i nostri chilometri stradali, offriamo la consegna solo ai clienti che stanno ricevendo nuovamente l’albero dell’anno scorso.
Per i nuovi clienti, gli alberi sono disponibili presso i nostri centri di raccolta poiché abbiamo scoperto che i clienti si sono davvero divertiti a scegliere il proprio albero.“
I nostri magazzini saranno a:
West Norwood, SE27
Barnes, SW13
Kilburn, NW6
Wimbledon, SW19
Honor Oak, SE23
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UN ESEMPIO FACILE DA SEGUIRE ! O NO ?
Fonti:
Pubblica un mini albero di Natale: in vaso dal giardino di Holly Berry – Holly Berry Trees Christmas
Noleggio di alberi di Natale a Londra – Alberi di Natale sostenibili in vaso
A che serve la giornata internazionale “contro” la violenza sulle donne
A che serve?
Bella domanda… che fa riflettere.
L’ora del momento significa “ una presa di posizione di donne e uomini “ che scendono in piazza per richiamare l’attenzione … le motivazioni sono varie e tutte valide.
A me viene in mente “ dignità ”
Una parola dimenticata, obsoleta, fuori moda.
Un valore che impegna ogni essere umano a rispettare la sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Parole, parole, parole, soltanto parole…parole d’amore!
Se non ora, quando?
Il primo amore è verso se stessi. Cosa penso di me. Cosa voglio essere in questa vita. Quali cose voglio fare per raggiungere i miei obbiettivi. Quali mezzi ho a disposizione.
Quali qualità e risorse riconosco in me.
Poi le scelte.
Se non ora, quando?
Il primo rispetto è verso se stessi.
Essere coerente con le scelte fatte ed impegnarmi ad ottenere gli obbiettivi.
Essere per essere, esistere con dignità.
Non essere per avere. L’avere è effimero, non è una esigenza del cosmo.
Il primo amore è verso se stessi, poi automaticamente è per gli altri.
Negli altri mi riconosco, riconosco la loro umanità, le loro qualità di esseri pensanti e consapevoli delle loro scelte.
Come rispetto me stessa rispetto gli altri.
Se non ora, quando?
L a prima lealtà è verso se stessi.
Il primo avversario sono io, i giudizi che mi do, le scuse che mi trovo per giustificare le mie paure, il trasgredire alle regole che io stessa mi sono date, per opportunità, per pigrizia, il mettermi in dubbio invece di agire.
Se non sono leale verso me stessa come posso pretendere lealtà da altri.
Se non ora, quando?
La prima uguaglianza è sentirmi parte dell’umanità.
Sentirmi quell’essere umano che ha coscienza della sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Un essere umano degno di questa nominalizzazione è un abitante di questa terra.
Esseri umani compongono ogni nazione, ogni razza, ogni religione, ogni stato sociale, ogni età, ogni sesso.
Una pecularietà degli esseri umani è la necessità di rapportarsi tra loro.
Per creare, costruire, progredire, conoscere il micro ed il macrocosmo.
Così è nata quella che chiamiamo civiltà.
Se non ora, quando?
La prima responsabilità è verso se stessi.
Come posso creare un rapporto paritario, di amore, rispetto, lealtà, se ho un rapporto ambiguo con me stessa?
Se costruisco un rapporto ingabbiato in rigidi ruoli predeterminati dalle consuetudini?
Se considero una libertà raggiunta il ribaltamento di questi ruoli ?
Se considero l’altro comunque un avversario ?
Se non ora, quando?
Quando affermare dignità è uno dei miei valori fondamentali.
Quando lo sono e lo insegno con i miei comportamenti, le mie scelte.
Quando mi sento degna di appartenere al gruppo umanità.
Ieri, oggi , sempre.
“Se non lo faccio io, chi lo farà?
Se non lo faccio adesso, quando lo farò?
Se lo faccio solo per me stesso, chi sono io?”
(Hillel, cabalista del 2° sec. a. C.)
Opere di Marc Chagall
E c’è anche la giornata internazionale del gatto nero!
Il Gatto Nero Day è una ricorrenza istituita dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) che, ogni 17 novembre, dal 2003,celebra i mici dal manto scuro. con lo scopo di combattere e superare le tante superstizioni che girano su questa bellissima tipologia di gatto , per secoli oggetto di superstizioni e credenze popolari ingiuste e infondate.
Il gatto nero è stato, e purtroppo a volte è ancora, oggetto di superstizioni popolari che hanno etichettato questo animale come portatore di sfortuna e sciagure.
In realtà il carattere del gatto nero lo porta a essere un felino con una grande propensione alla lealtà e all’amicizia verso gli esseri umani, caratteristiche queste che stridono particolarmente con le dicerie diffuse sul suo conto. Il micio dal manto scuro ha poi un’indole riservata e schiva, pur essendo un animale estremamente sensibile e intelligente.
Secondo una ricerca che è stata realizzata dall’US National Cancer Institute poi, i gatti neri hanno una minore propensione a contrarre determinate malattie.
Questa evidenza scientifica è supportata anche dalla realtà dei fatti: i felini bianchi e neri sono infatti fra i più diffusi, a dimostrazione appunto della effettiva resistenza di questa specie. Si pensi, a questo proposito, che in Italia il 10% dei 20 milioni di gatti viventi sono di colore nero.
Il gatto nero europeo a pelo corto è una razza molto comune, che si contraddistingue per i caratteristici occhi verdi.
Anche il gatto nero Bombay è una razza particolarmente diffusa, che si può riconoscere per la testa e le orecchie arrotondate. Il carattere è tipicamente coccolone e accomodante.
Anche il gatto nero British ha un buon temperamento, ed è anche molto intelligente. Il muso di questa razza di felino è dritto e tondo, il corpo robusto e muscoloso e la coda grossa.
Una razza rara e preziosa di gatto nero è invece il Persiano, che ha un carattere leale e affettuosoA Milano dal 17 novembre presso la Ex Fabbrica delle Bambole di Milano è stata allestita la mostra collettiva Il gatto nero nell’arte.
A Napoli, Il 17 novembre 2019 , in occasione del Gatto Nero Day, è stato inaugurato al Vomero uno spazio dedicato ai felini neromantanti pronto a sfatare la loro fama di portatori di ‘jella’
La paura, per vincerla, deve essere esorcizzata. Così come la sfortuna.
C’è chi si lascia suggestionare da uno specchio rotto e chi, invece, si fa prendere dall’ansia alla vista di un gatto nero che attraversa la strada e, al fine scongiurare la malasorte, tenta disperatamente di cambiare direzione.
É ora di sfatare questo mito: incontrare un felino dal manto scuro non è affatto segno di sventura. Anzi.
Nei paesi anglosassoni, così come in Giappone, questo animale è addirittura considerato un portatore di fortuna e felicità. Perché non prendere esempio? .
Il gatto nero è stato, e purtroppo a volte è ancora, oggetto di superstizioni popolari che hanno etichettato questo animale come portatore di sfortuna e sciagure
Se non siete affetti da eptacaidecafobia (paura del numero 17) prendete nota: a Napoli dal 17 novembre 2019 è aperto il Museo del Gatto Nero.
La scelta della città non è ovviamente casuale, parliamo della patria dei cosiddetti ‘jettatori’, una realtà in cui superstizione e scaramanzia, dai tempi più remoti, sono parte integrante della tradizione popolare.
Dall’antico Egitto al Medioevo, un viaggio nella storia dei gatti.
La location si trova nella zona del Vomero all’interno di un appartamento privato, ma aperto al pubblico, dove è stato allestito uno spazio permanente suddiviso in differenti sezioni tematiche (storica, artistica, fotografica etc.).
A parlare più di mille parole circa un centinaio di cimeli tra fotografie, sculture, quadri e poesie raccolti nel corso degli anni dall’Associazione.
Gli oggetti custoditi al suo interno, infatti, aiuteranno i visitatori a ripercorrere la storia di questi deliziosi animali, ora amati e venerati come divinità, ora demonizzati e perseguitati.
Infatti, se nell’antico Egitto i gatti erano considerati animali sacri, nel Medioevo invece i mici neri erano visti come esseri demoniaci.
A completare il tutto sarà anche uno spazio ludico, ovvero una stanza dedicata ai giochi aperta ai quattro zampe accompagnati dai loro padroni..
Nell’attesa non bisogna munirsi di ‘Curniciello’ ovvero il famoso corno portafortuna: per visitare il museo e apprezzarlo in tutta la sua unicità, infatti, è sufficiente essere pronti a vedere il mondo con occhi diversi.
E a Roma non si poteva mancare alla festa del gatto nero al Gattile del Verano
Grazie all’Associazione Animal Welfare che da tanti anni ed in modo ineccepibile gestisce il gattile e l’intera colonia felina esistente all’interno del cimitero monumentale Verano di Roma, in compagnia di tanti mici bellissimi e socievoli. tutti salvati dalla strada, da maltrattamenti e rinuncia di proprietà.
In occasione di questa giornata l’associazione «Pet carpet» in collaborazione con la polizia di stato e l’Anas lancia la campagna per la sicurezza stradale in difesa degli animali.
C’è, infatti, chi ancora oggi teme di trovarsi di fronte il gatto nero mentre guida o cammina: così l’associazione ha deciso di promuovere una campagna per la sicurezza e contro i luoghi comuni in difesa degli animali.
Non è infatti il passaggio della piccola pantera a determinare un pericolo sulle strade ma la velocità e la distrazione degli automobilisti, i cui comportamenti incauti generano numerosi incidenti, che talvolta includono anche collisioni con molti animali notturni selvatici come volpi, cinghiali, ricci, istrici.
Ma per smontare la diceria basta guardare la situazione da un altro punto di vista: nella cultura asiatica infatti, il gatto nero è al contrario che da noi simbolo di fortuna e portatore di felicità. In quest’ottica i gatti neri non sono forieri di sventure e malignità da evitare, ma al contrario esseri di cui cercare la compagnia per propiziarsi la sorte.
Si spera che quell’amico che ogni volta che vede un gatto nero cambia strada, d’ora in poi smetta di farlo. E se proprio deve per forza credere a una superstizione, può abbracciare quella asiatica, decisamente più positiva.
Basta cambiare prospettiva perché le cose cambino
https://www.lastampa.it/viaggi/italia/2019/06/07/news/napoli-in-arrivo-il-museo-del-gatto-nero-1.36539304
illustrazione di Tatiana Martino
Il primo senso è l’olfatto!
Lo sai che il primo senso che perfezioni nella tua esperienza di vita è l’olfatto ?
Beh! Io quando leggo sono coinvolta in tutti i sensi… nel senso dei 5 fisici e anche il 6 che mi porta negli altri mondi… Per me ogni posto e ogni momento va bene quando voglio leggere…poi mi accomodo nel mio angolo preferito, luce quanto basta , sciallettino in inverno e condizionatore basso d’estate…cuscino sotto ai piedi che fa bene alla circolazione, tè caldo o tisana gelata… e trovo che il tocco perfetto è una candela profumata che ci sta bene a tutte le stagionì e… volo tra le spire del non sono più qui al momento …
Quanti lettori hanno immaginato i profumi delle loro pagine preferite?
Book Riot suggerisce un modo per ricreare le atmosfere delle storie che ami a partire proprio da uno degli aspetti più sfuggenti ed evocativi, i profumi, grazie a una linea di candele aromatizzate ispirate ai libri.
Si comincia con un’atmosfera magica: “Winter at Hogwarts”, con un profumo di “sidro speziato, castagne e un’aroma di qualcosa che potrebbe facilmente essere “Burrobirra”. Promette a tutti gli appassionati della saga di Harry Potter di credere davvero di essere nel bel mezzo di un’ inverno alla celeberrima Scuola di Magia e Stregoneria.
Prugna, cachi e muschio di quercia sono i toni più speziati e pungenti della candela “Lev Tolstòj Library Candle”, un must per gli amanti della letteratura del grande scrittore, che hanno la possibilità di leggere i suoi libri immersi nell’atmosfera di una libreria russa durante un gelido inverno.
Si torna alla magia con la candela “Winter in Narnia”: grandi e piccoli appassionati possono farsi trasportare direttamente nella foresta innevata, grazie al profumo di abete, infuso di pino e legno di cedro.
Alzi la mano chi, tra gli amanti del giallo, non hai mai sognato di trascorrere qualche ora nel salotto del 221B di Baker Street, casa del celeberrimo Sherlock Holmes. La candela “Sherlock’s Study” prova a ricrearne l’atmosfera, con l’odore di tabacco di pipa, legno di ciliegio e pioggia.
La candela “Little Women Coffee Candle” ti trasporta in un altro amatissimo libro: accendendo questa candela, sembra quasi di passare una serata invernale con le donne della famiglia March, del famosissimo “Piccole donne”!
Infine, la candela “Jamie Fraser Candle from Outlander”, tra pungenti aromi di muschio e pino, tenta di ricreare le atmosfere della saga “Outlander” della scrittrice Diana Gabaldon.
In conclusione, un piccolo tocco di classe: perchè non accendere queste candele con dei fiammiferi contenuti in scatole fatte da pagine di libri? Perché il segreto per creare un’atmosfera perfetta è tutto nei dettagli.
Fonte:http://bookriot.com/2014/02/07/wintry-book-themed-candles-just-cold/
E’ autunno, lascia tutto e seguiti !
L’Autunno per me…
é quando vedo il mare cambiare tante volte in un attimo per ogni nuvola che passa veloce…e le onde fanno le prove d’orchestra …
é quando le foglie si fanno di colori di fuoco e mi sembrano danzare nel vento verso la terra come una coperta ancora calda dal sole…
é quando il tempo rallenta e la notte carica dei sogni raggiunge i posti più reconditi del mio Cuore…
Mi piace l’autunno! Lo sento intimo! Lo sento ricco dei miei propositi!
Mi piacciono le canzoni di Battiato che dialogano con l’Anima!
Sotto l’ombra sospiravi
pastore di ombre e di sotterranei segreti
parlavi di una vita trascorsa.
Come sempre le foglie cadono d’autunno.
Intona i canti dei veggenti
cedi alla saggezza
alle scintille di fuochi ormai spenti,
regolati alle temperature e alle frescure delle notti:
lascia tutto e seguiti.
Guarda le distese dei campi, perditi in essi
e non chiedere altro.
Lasci un’orma attraverso cui tu stesso
ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei circhi.
E fosti pure un’ape delicata,
il gentile mantello che coprì le spalle di qualcuno.
lascia tutto e seguiti.
I tuoi occhi dunque trascorrono svagati
ed ozi come una spiga.
Come sempre le foglie cadono d’autunno.
“Il Mantello E La Spiga” di Franco Battiato.(1998)
Come sempre le foglie cadono in autunno: Come sempre finisce un ciclo della natura
L’Albero, come tutti nel suo regno, ha dato tutto quello che la sua energia gli consentiva, foglie, frutti, rami nuovi.. Ha messo in atto tutte le sue capacità perchè il raccolto fosse il più produttivo.
Ora è il tempo del riposo per ritemprare le forze per il prossimo ciclo.
Le radici tendono sempre più profonde ad attingere le energie della Terra e metabolizzare l’humus.
Dopo ogni ciclo l’Albero acquista più forma ed arriva più vicino al cielo quale tende.
Tutto si compie da eoni ed eoni, naturalmente.
Come sempre le foglie cadono in autunno: Come sempre finisce un ciclo della natura
E tu, come tutti nel tuo Regno, hai dato quello che la tua energia ti consentiva? Hai raggiunto gli obbiettivi personali che ti eri proposto? Hai messo in atto le tue capacità per raggiungerli? Hai acquisito dalle esperienze passate insegnamenti per le scelte future?
Ora è il tempo di valutare se le strategie messe in atto sono state efficaci
Ora è il tempo di seguire le spinte più profonde e aprire la mente a nuovi punti di vista.
Ora è il tempo di ascoltare la voce del tuo vero Sè per costruire il futuro. E scegliere la via del Cuore:
Dopo ogni ciclo l’Essere umano acquista la sua forma e afferma la sua identità nell’Universo.
Tutto si compie da eoni ed eoni, naturalmente.
Lascia tutto e seguiti!
Love Laurin



























